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Agroalimentare. Rainieri (Ln): contrastare campagna diffamatoria verso Prosciutto di Parma

In un’interrogazione il consigliere chiede alla Giunta regionale di intervenire per contrastare la campagna denigratoria nei confronti del Prosciutto di Parma montata da associazioni animaliste e cavalcata in sede europea

La Giunta regionale intervenga per contrastare la campagna denigratoria e diffamatoria nei confronti del Prosciutto di Parma montata da alcune associazioni animaliste e di recente cavalcata in sede europea anche da un eurodeputato danese. Lo chiede Fabio Rainieri (Ln) in un’interrogazione presentata in Regione, evidenziando le pericolose ricadute negative sull’intera filiera produttive di quella che è un’eccellenza alimentare del territorio regionale.

L’eurodeputato danese – riporta il consigliere – avrebbe pubblicamente dichiarato che in alcuni allevamenti italiani di suini che producono carni per prodotti DOP come il Prosciutto di Parma ci sarebbero mancanze nell’applicazione della direttiva europea sui suini. Le affermazioni – evidenzia il leghista – farebbero riferimento alle denunce di EFA e LAV, associazioni animaliste che hanno diffuso immagini di inadempienze nella tutela del benessere dei capi allevati, prevista da normative nazionali ed europee, riferite ad allevamenti intensivi di suini per la produzione di Prosciutto di Parma situati nelle province di Brescia, Cremona e Mantova senza indicarne, però, denominazione e luogo preciso. Il Consorzio del Prosciutto di Parma – sottolinea l’esponente del Carroccio – ha fatto sapere che nessuno dei 145 produttori associati ha mai subito denunce o condanne per maltrattamento dei capi allevati.

Da qui l’iniziativa di Rainieri che domanda all’esecutivo regionale anche di valutare nuove e più incisive misure di contrasto alle campagne denigratorie che ciclicamente colpiscono le eccellenze agroalimentari dell’Emilia-Romagna.

(Luca Govoni)

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