COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Cultura. Tutelare le piccole sale cinematografiche: la legge regionale illustrata in commissione

Con questa norma regionale si è permesso alle piccole sale di digitalizzarsi e di continuare a programmare nonostante la concorrenza delle multisale

Tutelare le piccole sale cinematografiche, visto l’avanzare delle grandi multisale. Questo è uno dei principali obiettivi della legge regionale che disciplina la diffusione dell’esercizio cinematografico, illustrata oggi in commissione Cultura, presieduta da Giuseppe Paruolo. La difficoltà delle piccole sale, hanno detto i tecnici, “era sotto gli occhi di tutti”, mentre le grandi sale veicolano la grande produzione, spesso straniera.

“Da un punto di vista più culturale e della tenuta delle piccole sale- hanno spiegato in commissione- abbiamo svolto come Regione un lavoro con risultati significativi: abbiamo frenato il dilagare delle multisale e con norme urbanistiche abbiamo impedito che speculazioni anche immobiliari potessero contribuire alla realizzazione di nuove multisale”, tanto che un altro obiettivo era quello di limitare l’impatto territoriale dei grandi cinema, “perché le multisale prevedono un grande afflusso di persone, con conseguenze anche sulla viabilità”, hanno sottolineato i tecnici.

Nel merito del provvedimento, si prevede un sostegno economico, tramite il progetto ‘Cinema di qualità’, agli esercizi fino a quattro schermi, privilegiando quelli d’essai e quelli situati nelle aree più svantaggiate. Il contributo ha una base fissa, modulata in base alla collocazione geografica, e una variabile, in base al tipo di programmazione.

L’altro intervento portato avanti con questa legge è stato quello di aiutare anche le piccole sale a digitalizzarsi: investimenti che piccoli cinema o sale parrocchiali non avrebbero potuto sostenere. “I dati ci dicono che il sistema sta reggendo- hanno concluso i tecnici- e nonostante un po’ di debolezza si veda, al momento si è riusciti ad arrestare l’emorragia e lo stillicidio delle piccole sale a cui si assisteva fino al 2005, vale a dire fino all’entrata in vigore della legge 12 del 2006”.

(Margherita Giacchi)

 

 

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