COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Lavoro. Bandi per professionisti, Pd: più opportunità per formazione e progetti di innovazione

Rontini, Montalti e Sabattini chiedono “migliori condizioni per il finanziamento delle operazioni di formazione” e riportano l’esempio dei voucher della Regione Toscana

I bandi per i lavoratori professionisti sono oggetto di un’interrogazione di Manuela Rontini, Lia Montalti e Luca Sabattini (Pd). I dem, nell’atto, avanzano alcune perplessità sui bandi regionali dedicati a formazione e sostegno ai progetti innovativi (per accedere ai fondi europei Por Fesr e Fse).

Il bando di finanziamento dei progetti di formazione così com’è presentato (DGR 467 del 2016), secondo i consiglieri, porrebbe dei limiti alla formazione dei professionisti visto che “circoscrive l’attività all’interno di filiere e settori ben definiti” e, nella fase di presentazione del progetto, chiede il codice di attività Ateco. Sarebbe quindi opportuno, secondo i dem, inserire nel prossimo bando un capitolo esplicitamente dedicato ai professionisti, superando il problema generato dai codici.
Altro fattore che potrebbe limitare la partecipazione dei professionisti alle opportunità formative è l’eventuale richiesta di compartecipazione finanziaria. I consiglieri chiedono quindi “quali migliori condizioni, rispetto agli aiuti di stato e ad eventuali forme di cofinanziamento, possono essere applicate a questa categoria di lavoratori per il finanziamento delle operazioni di formazione”.

I dem nell’atto riportano anche il bando per il sostegno di progetti rivolti all’innovazione, la digitalizzazione e l’informatizzazione delle attività professionali (bando Ict, DGR 670 del 2018). “Il bando si è dimostrato inadeguato nella funzione di supporto verso i professionisti non iscritti agli ordini”, scrivono i dem spiegando che “il limite minimo di investimento pari a 15mila euro e il fatto che il contributo coprisse solo il 40% dell’investimento imponeva investimenti in strumentazione informatiche eccessivi per le attività interessate”. L’esito del bando ha infatti evidenziato come la platea dei beneficiari sia composta quasi integralmente da studi associati o comunque da professionisti ordinisti dotati di una certa struttura.

Nell’atto viene quindi riportato l’esempio della Regione Toscana, che avrebbe da tempo approvato uno strumento aggiuntivo per la formazione specifica alle professioni (obbligatoria). “Si tratta di un voucher del valore minimo di 300 euro (fino a un massimo di 3mila euro) che il professionista può spendere a favore di enti di formazione riconosciuti, per master universitari, etc” spiegano i dem, suggerendo che “un analogo sistema di voucher potrebbe essere adottato anche per risolvere i problemi emersi sul bando Ict”. Infine i consiglieri chiedono di prevedere nel prossimo bando importi minimi di investimento inferiori a quelli previsti nel 2018.

(Francesca Mezzadri)

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