Parità, diritti e partecipazione

Diritti. Presa di posizione della Garante Garavini: i minori vanno tutelati, a prescindere dalla provenienza/ foto

“Non possiamo non registrare recenti fatti e dichiarazioni che sembrano mettere in discussione le responsabilità e i vincoli, anche normativi, che garantiscono la tutela delle persone di minore età”

“Non sperperiamo il lavoro fatto fino ad oggi”. È la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Clede Maria Garavini, a rilanciare il tema della salvaguardia dei diritti delle persone di minore età, a prescindere dalla provenienza.

Nel suo appello la Garante parla di “necessarie prese di posizione per difendere i valori conquistati e i diritti sanciti dalla normativa internazionale e nazionale”.

“Non possiamo non registrare – spiega Garavini – recenti fatti e dichiarazioni che sembrano mettere in discussione le responsabilità e i vincoli, anche normativi, che garantiscono la tutela delle persone di minore età, nonché i doveri degli adulti di prendersi cura, di proteggere i bambini e gli adolescenti, in particolare coloro che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni di grave disagio che ostacolano e possono compromettere la loro crescita o addirittura costituire un pericolo per la loro vita”.

Nel suo intervento la Garante menziona anche “quei tanti cittadini che in Emilia-Romagna si sono dichiarati disponibili ad assumere la tutela volontaria di minori migranti soli”. Un impegno costante, prosegue, “da parte di tante persone che va a bilanciare il flusso dei bambini e degli adolescenti che arrivano nei nostri territori”. Quanto sperimentato all’interno delle nostre comunità locali, conclude, “ci sembra rappresenti un buon esempio di coinvolgimento e di partecipazione che può consentire anche di mantenere vivi il dibattito e la riflessione sui temi attinenti l’infanzia e l’adolescenza, con attenzione specifica alla tutela e all’attuazione dei diritti, anche per riscoprire i valori della vicinanza, delle relazioni e per realizzare quella socialità che può contrastare regressioni culturali e impoverimenti interiori”.

(Cristian Casali)

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