Parità, diritti e partecipazione

Gardini chiude il mandato da Difensore civico : “Auspico un garante nazionale della persona, un Ombudsman”

Alla figura di garanzia dell’Assemblea presentate 624 istanze nel 2017. Forte incremento dei ricorsi contro il diniego di accesso, in calo quelle sui tributi. La presidente della commissione Parità, Roberta Mori, apre l’iter sul Garante della salute

Gianluca Gardini
Gianluca Gardini

L’eredità di Gianluca Gardini, il difensore civico regionale prossimo alla chiusura del proprio mandato (scadrà a luglio), verrà raccolta dalla commissione Parità e diritti. Oggi stesso infatti la presidente Roberta Mori chiederà l’invio della bozza di testo di legge (uscita dal lavoro di un gruppo misto di tecnici di Assemblea e Giunta) con cui la Regione si propone di istituire nel prossimo futuro un Garante regionale della salute. Una figura più volte invocata durante il proprio mandato da Gardini. “Ne discuteremo in commissione- ha spiegato la presidente- approfondiremo questa bozza. Non è infatti nello stile dell’Emilia-Romagna istituire una nuova figura lasciandola priva di contenuti e senza le dovute riflessioni”.

La presa d’impegno è arrivata al termine della relazione sull’attività del Difensore civico in cui, oltre a fornire i dati relativi alle istanze presentate nel 2017, Gardini ha voluto tracciare un quadro generale di questi cinque anni di attività rimarcando, una volta di più, le sue proposte. Prima fra tutte quella dell’istituzione di un Ombudsman nazionale. “È evidente come sia necessario- ha spiegato Gardini in apertura- la creazione di un Garante nazionale dei diritti dei cittadini. Un Ombudsman, come previsto da altri paesi dell’Unione europea. Le Regioni dovrebbero impegnarsi e svolgere un’azione coordinata e sinergica per ottenere l’impegno del nuovo Parlamento a colmare una lacuna che da troppi anni segna il nostro ordinamento”. Legato a questo primo invito c’è anche quello di “potenziare tutte le iniziative su base regionale e nazionale per estendere modalità informali, rapide e stragiudiziali di soluzione delle controversie tra cittadino e Pubblica amministrazione”. A questo si aggiunge l’auspicio di “attribuire al Difensore civico un potere di intervento in ambito regionale- ha sottolineato Gardini- a tutela di tutti i diritti fondamentali della persona, in particolare delle persone che non sono in grado di provvedere in modo autonomo”, e la condivisione del “riconoscimento di un ruolo specifico al Difensore civico in ambito sanitario e sociosanitario, estendendo a questa figura la funzione di Garante della salute dei cittadini, cui spetta il compito di promuovere l’effettivo rispetto della dignità umana”.

I dati. Nel 2017 sono 624 le istanze presentate. La provincia che, con il suo 4,3% di istanze sul totale, è quella che “usa” di meno il Difensore civico è quella di Piacenza, ma i dati evidenziano il raddoppio delle istanze arrivate dal suo territorio rispetto all’anno precedente. Il maggior numero arriva da Bologna (249), seguita da Modena (74), Ferrara (56), Forlì-Cesena (41), Parma (38), Ravenna e Rimini (35 a testa).

Nel 2017 c’è stato un forte incremento dei ricorsi contro il diniego di accesso. L’ambito che riguarda la contestazione di tributi e sanzioni è, invece, in forte calo rispetto al precedente anno (85 istanze 2017 contro le 135 del 2016). L’insieme di Sanità e Disabilità cresce, mentre sono in calo le istanze in materia ambientale, così come quelle finalizzate all’accertamento della responsabilità civile della PA in caso di danni.

I commenti. A chiedere delucidazioni riguardo la bozza di progetto di legge redatta dal gruppo tecnico misto è stato il vicepresidente della commissione Daniele Marchetti, specificando come già in passato aveva sollevato il tema con un’interrogazione. Mentre è stata la consigliera del Partito democratico Francesca Marchetti a invitare alla non sovrapposizione di competenze tra un possibile futuro Garante dei diritti e le altre figure di garanzia presenti in Regione, il Garante dei detenuti e quello per l’infanzia. Sollecitazione raccolta da Gardini che ha specificato come quelle competenze specifiche rimarrebbero in capo alle figure già presenti. Il Difensore civico ha poi sottolineato come l’attuale momento sia opportuno per pensare a una figura di garanzia per i diritti tout court, vista la sua scadenza imminente. Infine è stata Giulia Gibertoni (M5s) a complimentarsi per il lavoro svolto da Gardini per il rispetto della parità di genere nelle giunte dei comuni: “Dispiace che non sia possibile vincolare quelle amministrazioni che hanno deciso di non rispondere all’invito del Difensore”. E su questo tema la presidente Mori ha chiosato: “La lettera di Gardini spedita ai sindaci ha fatto scuola: è stata copiata da tutt’Italia”. Il secondo invito della consigliera pentastellata ha invece riguardato la commissione: “La politica deve fare l’ultimo miglio per portare a termine il lavoro di Gardini, soprattutto per l’istituzione di un Garante per la salute”.

(Andrea Perini)

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