Imprese lavoro e turismo

Fiera Bologna. Piccinini (M5s) incalza la giunta: “Quali le ricadute occupazionali dello scorporo societario?”

Al question time ha risposto in Aula l’assessore Petitti: “La tutela dell’occupazione anche nell’indotto è uno degli obiettivi prioritari della Regione”

Silvia Piccinini (M5s)

La decisione del Consiglio d’amministrazione di BolognaFiere di suddividere l’azienda in due società – una per la gestione degli immobili, l’altra per la gestione degli eventi – è oggetto di un’interrogazione a risposta immediata presentata in Regione da Silvia Piccinini (M5s) e discussa oggi in Assemblea legislativa.

Nel question time la capogruppo dei 5 stelle, rimarcando come lo scorporo non fosse contemplato nel progetto industriale di BolognaFiere e temendo impatti negativi sui dipendenti della società fieristica, ha chiesto alla Giunta regionale “se ritenga che la decisione del Cda debba o meno essere ratificata dall’Assemblea dei soci e quale impatto possa avere sulla costituzione di una società unica regionale per la gestione degli enti fieristici dell’Emilia-Romagna, ormai inficiata dagli eventi”.

L’assessora Emma Petitti ha risposto che la Regione ha una posizione ben precisa e cioè che qualsiasi decisione sarà presa da BolognaFiere dovrà puntare a tre obiettivi: la nascita di un unico sistema fieristico regionale, il potenziamento del quartiere fieristico bolognese, con la sua valorizzazione nell’ambito del territorio metropolitano, la salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’indotto. Per questo – ha ribadito l’assessore – la Regione si confronterà con i vertici di BolognaFiere senza alcuna preclusione. Se per conseguire questi obiettivi dovesse prendere corpo l’ipotesi di alleanze con altri enti fieristici extra regionali, ad esempio con la Fiera di Milano, si valuterà con estrema attenzione. Altro obiettivo essenziale sarà il mantenimento a Bologna delle rassegne fieristiche attualmente in calendario.

La consigliera Piccinini si è dichiarata totalmente insoddisfatta della risposta, rimarcando come si sia di fronte a uno scenario inedito che rischia di penalizzare pesantemente i soci pubblici.

(Luca Govoni)

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