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Giorno del Ricordo, in Assemblea la mostra storico-fotografica “Profughi del silenzio” sui veneto-dalmati ospitati a Fossoli

La vicenda degli italiani in fuga dalle persecuzioni del regime titino che dal 1954 al 1970 furono accolti nell’ex campo di concentramento vicino a Carpi riadattato e rinominato “Villaggio San Marco”. Sabato prossimo taglio del nastro per l’esposizione aperta dal lunedì al venerdì fino al 28 febbraio

Tra il 1954 e il 1970 centinaia di profughi istriano-dalmati trovarono una nuova casa nei comuni dell’Emilia-Romagna, specie in provincia di Modena. Emblematico fu il caso dell’ex campo di Fossoli che durante la guerra era stato utilizzato per il concentramento e la deportazione di ebrei e perseguitati politici da parte di nazisti e fascisti. A metà degli anni ’50 Fossoli divenne il Villaggio San Marco, ovvero fu riadattato per ospitare chi fuggiva dalle persecuzioni del regime comunista titino della Jugoslavia. A tanti anni di distanza, in occasione del Giorno del Ricordo 2018, la storia del Villaggio San Marco rivive nei 15 pannelli di Profughi nel silenzio, mostra storico-fotografica che, realizzata dalla Fondazione ex Campo Fossoli, sarà esposta nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna da sabato prossimo, 10 febbraio. al 28 febbraio prossimo. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.

Il taglio del nastro è previsto sabato prossimo, 10 febbraio, alle 13 alla presenza tra gli altri della presidente dell’Assemblea legislativa, dei vertici della Fondazione Fossoli e di Giampaolo Pani, presidente del comitato provinciale di Modena dell’associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia (Angvd).

Fortemente sostenuti dalle organizzazioni cattoliche e dal governo italiano a guida DC, i profughi del “Villaggio San Marco” in un primo tempo faticarono a trovare un clima favorevole, a causa della diffidenza della comunità locale carpigiana a prevalenza socialcomunista. Ma poi col tempo ci fu piena integrazione tra la comunità locale e gli ex profughi e si sviluppò una realtà ricca di passione e collaborazione, e storie umane troppo a lungo taciute di diritti negati tornarono a riemergere nei loro racconti. Fu una di quelle “cesure” in cui la storia ha lasciato il segno e che fanno parte della nostra memoria collettiva.

“Come Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna ci sembra doveroso ripercorrere queste pagine della nostra storia, rendere omaggio a chi fu barbaramente assassinato nelle foibe e invitare i giovani a riflettere perché non accadano più violenze e discriminazioni così gravi”, spiega la presidente dell’Assemblea che ringrazia anche “chi ha proposto e promosso l’allestimento di questa mostra e la Fondazione ex Campo Fossoli per il loro importante lavoro di grande qualità educativa e civile”.

 

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