Governo locale e legalità

Inchiesta Conquibus. Marchetti (Ln): “Combattere focolai corruzione dentro sanità e università”

Dopo lo scandalo scoppiato all’Ospedale Maggiore di Parma, il consigliere interroga la giunta per sapere a cosa sia imputabile “questo fenomeno criminogeno dilagante nella ricerca”

L’inchiesta giudiziaria che ha investito l’Ospedale Maggiore di Parma al centro di un’interrogazione in Regione di Daniele Marchetti della Lega nord, che chiede alla Giunta di attivarsi per combattere la corruzione nel sistema sanitario e universitario regionale.

Pochi giorni fa, infatti, la stampa e le televisioni nazionali hanno portato all’attenzione della popolazione lo scandalo corruzione scoppiato all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria parmense, che ha portato a 11 misure cautelari per dirigenti medici, medici universitari e rappresentanti farmaceutici, all’arresto ai domiciliari per un professore universitario di fama mondiale e al coinvolgimento di sette aziende. A novembre 2017 l’esponente del Carroccio aveva segnalato in un atto ispettivo che “alcune aziende biomedicali e farmaceutiche, tramite professionisti compiacenti, onlus e associazioni, avevano la possibilità di sperimentare i propri prodotti sui pazienti del sistema sanitario regionale, in molti casi ignari di entrare a far parte di una sperimentazione”. Il consigliere leghista chiese inoltre all’esecutivo regionale di procedere con opportune verifiche per evitare che incresciose situazioni potessero verificarsi in seguito. “A distanza di 11 mesi si verifica il medesimo fatto e sorge spontaneo domandarsi se i vertici delle aziende sanitarie, nominati o riconfermati dal presidente Bonaccini in accordo con l’assessore Venturi, non stiano dimostrando incapacità nella gestione e nel controllo aziendale”. Marchetti fa riferimento in particolare alla riconferma del direttore generale, avvenuta a dicembre 2016, che ha mantenuto in carica chi ricopriva il ruolo già durante lo svolgimento delle indagini da parte dei NAS tra il 2015 e il 2016. Secondo il consigliere Ln questi accadimenti stanno “generando paura e allarmismo negli utenti, screditando sempre più il sistema sanitario regionale, che dimostra a oggi la necessità di una attenta rivisitazione in grado di creare anticorpi e controlli capaci di contrastare il fenomeno”.

Per questo Marchetti interroga l’esecutivo regionale per sapere “a cosa sia imputabile il fenomeno criminogeno dilagante nell’ambito della ricerca clinica” e “come intenda attivarsi per contrastare la corruzione nel sistema sanitario e universitario”.

(Giulia Paltrinieri)

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