Sanità e welfare

Inchiesta Conquibus. Rainieri (Ln): “Più controlli anticorruzione nell’azienda sanitaria di Parma”

A seguito dell’inchiesta che ha scoperchiato il sistema corruttivo radicato tra case farmaceutiche e docenti dell’università parmense, il consigliere chiede alla Giunta regionale di fermare l’inevitabile ridimensionamento che l’Ospedale Maggiore di Parma sta subendo non solo a seguito degli ultimi scandali giudiziari

Fabio Rainieri (Ln)

Rafforzare i controlli all’interno dell’Azienda ospedaliera di Parma dopo l’inchiesta giudiziaria “Conquibus”, che ha scoperchiato il sistema corruttivo radicato tra case farmaceutiche e docenti dell’università parmense. Lo chiede Fabio Rainieri della Lega nord in un’interrogazione in Regione nella quale invita la Giunta a fermare l’inevitabile ridimensionamento che l’Ospedale Maggiore di Parma sta subendo non solo a seguito degli ultimi scandali giudiziari.

Il 3 ottobre, infatti, ha avuto luogo l’operazione “Conquibus” che vede indagate 36 persone per attività illecite quali corruzione, truffa aggravata e abuso d’ufficio. L’indagine ha comportato, tra gli altri, anche l’arresto del direttore della struttura complessa di Ematologia e del centro trapianti midollo osseo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Parma, oltre che docente della Facoltà di Medicina. “Si tratta della seconda importante inchiesta in corso che ha ad oggetto presunte gravi attività illecite commesse prevalentemente nell’ambito dell’Ospedale Maggiore di Parma dopo che nel maggio 2017 ha avuto corso l’inchiesta ‘Pasimafi’, nella quale sono coinvolti diversi dipendenti dello stesso plesso ospedaliero universitario”, fa notare il consigliere del Carroccio, che già allora aveva chiesto di migliorare le attività di controllo interno anticorruzione dell’Azienda ospedaliera universitaria parmense. L’attenzione del leghista si sofferma poi sui fatti che emergono dall’ordinanza del Gip, secondo cui l’Azienda ospedaliera avrebbe regolarizzato ex post l’attività extra moenia del principale accusato di “Conquibus” convenzionando il laboratorio privato dove questo visitava. “L’Ospedale Maggiore di Parma- sottolinea Rainieri- è il secondo presidio ospedaliero dell’Emilia-Romagna ed è una realtà di eccellenza sia scientifica sia terapeutica di livello nazionale, che non merita di subire un ridimensionamento anche conseguente agli scandali giudiziari che lo hanno colpito, nel rispetto del grande valore di chi vi opera onestamente, ovvero la grandissima parte del suo personale, della sua importanza sociale ed economica per la città e la provincia di Parma oltre che nell’interesse complessivo del Servizio sanitario regionale”.

Per questo il consigliere interroga la Giunta regionale per sapere “se ritiene che l’Azienda ospedaliera abbia attuato controlli interni adeguati a prevenire le illegalità” e se ritiene che il Gip del Tribunale di Parma “abbia ragione quando valuta che l’Azienda ospedaliera non avrebbe dovuto regolarizzare ex post l’attività extra moenia del principale accusato dell’inchiesta convenzionando il laboratorio privato dove egli visitava, pur avendo un rapporto di esclusiva con lo stesso ente sanitario pubblico, ma che avrebbe anzi dovuto deferirlo o sanzionarlo”. Rainieri chiede inoltre alla Regione quali iniziative intenda intraprendere “per fermare l’inevitabile ridimensionamento che l’Ospedale Maggiore di Parma sta subendo soprattutto, ma non solamente, a seguito degli ultimi scandali giudiziari” e se ritiene che per l’organizzazione del Sistema sanitario regionale sia preferibile non rilanciare tale plesso ospedaliero parmigiano, ma convenga piuttosto accelerare sul forte potenziamento di quelli presenti in altri capoluoghi di provincia”.

(Giulia Paltrinieri)

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