Imprese lavoro e turismo

Lavoro. Gibertoni (M5s): dignità contrattuale per chi lavora in ambito sportivo

La consigliera interroga la giunta su quelle figure che “non hanno una dignità salariale”, chiedendo di censirle e prevedere “una nuova regolamentazione per le modalità di assegnazione finalizzate alla gestione degli impianti sportivi”

Giulia Gibertoni (M5s)

Censire le figure che lavorano nello sport e che non hanno un’adeguata dignità contrattuale. A sollevare il problema e a portarlo sul tavolo della Giunta regionale è la consigliera del Movimento 5 stelle Giulia Gibertoni. La consigliera evidenzia come “siano 19 milioni gli italiani che fanno sport originando un business che fattura ogni anno circa 14 miliardi” e che esiste “un giro d’affari che ogni anno genera 5 milioni di entrate, che coinvolge 88.614 lavoratori dello sport, l’85% per cento dei quali ha un contratto flessibile, se non proprio in nero, secondo uno studio di una nota sigla sindacale”.

L’esponente M5s sottolinea che “i 21.108 tecnici che operano in Emilia-Romagna rappresentano circa il 10% del totale dei 251.985 tecnici che allenano in tutta Italia e i tecnici minori guadagnano al massimo 10mila euro annui, tetto massimo per il
quale la legge permette ai committenti di non versare loro i contributi. Questi tecnici- aggiunge la consigliera-, per poter sopravvivere dignitosamente, sono costretti a una seconda occupazione che nella maggior parte dei casi diventa la principale”.

Quindi, Giulia Gibertoni interroga la giunta per sapere “se non ritenga opportuno un censimento di tutte le figure che lavorano
nel settore sportivo della nostra regione, al fine di verificare se abbiano un’adeguata dignità contrattuale e salariale, e se intenda assumere iniziative per risolvere le situazioni di precarietà strutturale in ambito sportivo che dovessero emergere” prevedendo “una nuova regolamentazione delle modalità di assegnazione alle associazioni della gestione degli impianti sportivi di proprietà pubblica in ambito regionale”.

La pentastellata, inoltre, chiede al governo regionale “di attivarsi per far riconoscere nell’ambito delle discipline sportive lo status di professionista anche alle donne” e di riferire “sulle iniziative assunte per dare attuazione all’ordine del giorno collegato al progetto di legge ‘Norme per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive‘” da lei proposto e approvato dall’Aula assembleare il 30 maggio dell’anno scorso.

(Margherita Giacchi)

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