Ambiente e territorio

Maltempo. Aula dice no alla Commissione d’inchiesta Fdi, ma su alluvioni “chiariremo responsabilità”

Informativa dell’assessore Gazzolo sui disagi dello scorso 12 dicembre. Via libera a tre risoluzioni firmate da Pd, Si, Misto-Mdp e M5s. Bocciati altri atti dei pentastellati e la commissione richiesta da Foti

Lentigione, il fiume Enza rompe gli argini

Il maltempo con le alluvioni da Piacenza a Modena e i disagi che ne sono derivati (black out elettrico e persone sfollate) sono stati protagonisti di un acceso dibattito in Assemblea legislativa nella tarda serata di ieri con un’informativa dell’assessore Paola Gazzolo e cinque risoluzioni (due del Movimento 5 stelle, una firmata da Sinistra italianaMisto-MdpPartito democratico e M5s, una Pd, Mdp e Si e l’ultima che porta solo la sigla dei dem). Di queste: tre sono state approvate (con i voti favorevoli di Si, Pd, Misto-Mdp, M5s e le astensioni di Lega nordForza ItaliaFratelli d’Italia) mentre due, quelle dei pentastellati, sono state respinte. Bocciata anche la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta sull’argomento presentata da Tommaso Foti (Fdi).

Una delle risoluzioni (siglata da Roberta MoriStefano Caliandro Barbara Lori per il Pd, Silvia Prodi di Misto-Mdp e Yuri Torri di Si) chiede al governo regionale di “accertare una inadeguatezza della gestione dell’informazione e dell’evacuazione apparsa ai cittadini durante l’allagamento- ha sottolineato Mori- ma anche a sostenere le imprese, centro dell’attività produttiva del territorio”.

L’impegno a realizzare in tempi rapidi gli interventi di ripristino e messa in sicurezza è invece quello che chiedono Yuri Torri (Si), Silvia Prodi (Misto-Mdp), la stessa Mori e Gianluca Sassi (M5s). A questo si aggiunge la richiesta di informare e supportare i cittadini per ottenere indennizzi per i blackout e sulle tempistiche per il ripristino dei servizi. “La prima cosa da fare è stare al fianco dei cittadini. Una volta passata l’emergenza dobbiamo valutare il tipo di interventi da fare, da condividere su tutti i livelli e chiarire cause e responsabilità”.

Con l’atto d’indirizzo firmato da Massimo Iotti Gian Luigi Molinari i dem chiedono invece di sviluppare un sistema di gestione degli eventi atmosferici che consenta di aumentare la resilienza dei sistemi e di affrontare le criticità degli eventi atmosferici. “A proposito di manutenzione- ha specificato Iotti in Aula- l’estate scorsa è stato ristrutturato un ponte sull’Enza. Lavori per 250 mila euro. Quando si parla di manutenzione non possono restare solo parole, quello che si poteva fare è stato fatto”. Dai banchi della maggioranza arriva anche l’invito a “mettere al lavoro persone con competenze tecniche- specifica Giuseppe Paruolo (Pd)- che possono aiutare chi deve vigilare e gestire i servizi pubblici”. Mentre Enrico Campedelli (Pd) ha invitato l’esecutivo a “fare un lavoro sui volontari di protezione civile per prepararli al meglio”. 

Le critiche sono arrivate dai banchi delle opposizioni. Sassi (M5s) ha rimarcato la poca efficacia della comunicazione: “A monte sapevano cosa stava accadendo, a valle no”. E ha anche sottolineato come “i piani di protezione civile non siano conosciuti dai cittadini. Sulla cura e sulla sicurezza del territorio va investito immediatamente perché necessario: magari si potrebbe ritardare la Cispadana che non è fondamentale”. Giulia Gibertoni (M5s) ha rimarcato come le istituzioni “rimangano inermi e incapaci di fronteggiare questi eventi eccezionali. In questa fase- ha dichiarato- è necessaria una rilevazione dei danni insieme ai comuni e ai cittadini per capire il fabbisogno finanziario. Da valutare anche una sospensione di adempimenti finanziari per le aziende colpite dai danni”. E Andrea Bertani (M5s) ha invitato a fare “un focus sulle piene e sulle esondazioni in regione”. E ha aggiunto: “Negli atti elenchiamo tutte le problematiche dei vari fiumi ma poi i lavori non vengono fatti. Serve un cronoprogramma di interventi e scadenze perché molti si perdono una volta calata la tensione dell’emergenza. Altro aspetto è quello di piani di protezione civile: oltre a scriverli bisogna applicarli”. Infine Stefano Bargi (Lega nord) ha evidenziato l’uso “eccessivo del termine ‘straordinario’. Non sempre il ghiaccio, la pioggia e la neve sono eventi eccezionali, soprattutto in inverno. La posso capire per il terremoto, non per questi eventi”.

Non è stata accolta la richiesta di istituire una commissione d’inchiesta presentata da Tommaso Foti (Fdi). “E’ mancata l’energia elettrica in numerosi territori- ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia- Piacenza è stata la provincia con più distacchi di utenze e questi non sono fatti raccontati al bar. Dovremmo prendere in mano il piano dei servizi e degli investimenti e dire ai gestori che con questo tipo di rapporto si fa poca strada”.

Una richiesta che ha trovato il favore di Igor Taruffi (Si): “Condividiamo l’impianto di impostazione di Foti e aggiungo che, rispetto ai numerosi disservizi, abbiamo chiesto il piano di manutenzione ordinaria per capire la distanza che intercorre tra le parole e i fatti. Chiedo alla presidente Rontini di calendarizzare una commissione (Territorio, ndr) e stare con il fiato sul collo a questi gestori, per dare dimostrazione ai cittadini”.

E’ stato il democratico Gianluigi Molinari a chiarire che “una commissione d’inchiesta otterrebbe come risultato un mero elenco degli obblighi rispettati dai gestori dei servizi”.

(Andrea Perini/Margherita Giacchi)

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