Sanità e welfare

Bargi (Lega nord): no a nuovi richiedenti asilo nella zona del cratere del sisma e in città

Il territorio provinciale sarebbe già al limite e nuovi arrivi sforerebbero la soglia dei 3 richiedenti asilo ogni mille abitanti  

Stefano Bargi (Lega nord)
Stefano Bargi (Lega nord)

La Giunta regionale riconosca la situazione di criticità denunciata dagli amministratori modenesi in caso siano accolti altri richiedenti asilo sul territorio e dichiari la propria indisponibilità ad ospitarne altri in provincia di Modena e, in particolare, nel capoluogo e nelle aree del cratere del terremoto.

A chiederlo è Stefano Bargi (Lega nord) in una risoluzione dove segnala che, secondo i dati riportati dall’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, aggiornati a gennaio 2017, l’Emilia Romagna, con 536.022 stranieri residenti, è considerata in Italia la regione più accogliente per gli stranieri, in proporzione al numero di abitanti, con una media provinciale del 15% sul totale degli abitanti nelle varie città.

Modena, in particolare, – si legge nel testo – nel 2015 contava 28.640 stranieri su 185.000 abitanti, vantando quindi in regione il maggior numero di migranti residenti. Nel 2016, inoltre, nel territorio provinciale modenese erano ospitati oltre 1000 presunti profughi, con almeno 300 posti ancora scoperti. Nel luglio 2016, – rileva il consigliere – durante la Conferenza territoriale e sanitaria della Provincia, il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, avrebbe dichiarato che il “territorio modenese” era “al limite”, confermando che “i territori attualmente compresi nel cratere del terremoto continueranno a non essere coinvolti dai percorsi di accoglienza”, così lo stesso sindaco di Formigine, Maria Costi, poneva l’accento sulla necessità di “applicare un principio di maggiore responsabilità e condivisione tra i diversi territori a livello nazionale”. Nel settembre successivo – prosegue Bargi – è stato invece annunciato l’arrivo nel modenese di altri 160 profughi e, nel giugno 2017, altri 54 richiedenti asilo sono stati collocati nella struttura della Diocesi, in zona Morane, mentre l’assessore al Welfare e alla coesione sociale del Comune, Giuliana Urbelli, ha ribadito che Modena città “ha già fatto la sua parte”, visto che al 9 maggio 2017 risultavano presenti 845 richiedenti asilo, 240 in più rispetto ai 605 previsti. Pochi giorni fa il sottosegretario alla presidenza della Regione, Andrea Rossi, – sottolinea – ha evidenziato che l’Emilia-Romagna deve trovare un posto ad altri 1.601 migranti: la provincia di Modena sarebbe ancora quella chiamata allo sforzo più importante con 763 migranti da ospitare.

Il problema non è solo lo sforamento della soglia limite di 3 richiedenti asilo ogni 1.000 abitanti, – spiega il leghista – perché questi 763 migranti andrebbero ad aggiungersi ai 1.500 già presenti, ma è il fatto che almeno 200 di questi verrebbero collocati nella zona del cratere del terremoto, contraddicendo così quanto dichiarato da Muzzarelli e aggravando la situazione di disagio di quell’area.

Bargi, infine, punta il dito sui costi per il nostro welfare: molti di questi migranti, infatti, non provenendo da zone di guerra e non essendo perseguitati politici, non otterranno lo status di profugo e presenteranno certamente ricorso per vederselo riconosciuto, continuando quindi a beneficiare dell’assistenza pubblica.

Di qui, la richiesta al presidente Stefano Bonaccini di attivarsi presso il Governo perchè vi sia maggiore condivisione tra i diversi territori a livello nazionale.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it)

(Antonella Celletti)

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