Ambiente e territorio

Pesca. Ok a risoluzione Pd: “Tutelare pesce azzurro, serve accordo fra Paesi Adriatico”

L’atto è firmato da 13 consiglieri dem: “Crisi del settore aggravata dalle modalità di pesca intensiva della flotta croata”. Respinta la risoluzione M5s sulla valorizzazione dell’ittiturismo

Trovare un accordo fra i Paesi dell’Adriatico sulle quote massime di pesce azzurro pescabile in un anno per cercare di arginare la crisi di un settore, quello della pesca del pesce azzurro in Romagna, che altrimenti rischia di scomparire. Lo chiede una risoluzione approvata in Aula da 13 consiglieri del Partito democratico (primo firmatario Giorgio Pruccoli), che impegna la Giunta a portare “nelle sedi idonee l’attenzione sul tema” affinché si trovino “soluzioni che consentano la sopravvivenza del settore economico e la sopravvivenza delle specie ittiche”. L’atto di indirizzo è stato approvato con il voto favorevole di Pd, Si, Ln, M5s, Gruppo misto Mdp e l’astensione di Fdi. Accolto anche un emendamento presentato da Lia Montalti.

La pesca – fanno notare i dem – è in fortissimo calo a causa soprattutto della scarsità di risorsa ittica: “Un problema- spiega Giorgio Pruccoli (Pd) in Aula- aggravato dalle modalità intensive con cui, in particolare la flotta croata, sfrutta questo pesce, che rischia di scomparire dai nostri mari. Quindi, mentre è necessario elaborare modalità che agevolino i nostri operatori a proseguire la loro attività, occorre contestualmente intavolare a livello comunitario gli approfondimenti necessari a giungere a un accordo sulle quote annuali massime pescabili dai Paesi che affacciano sull’Adriatico”.

A puntare il dito contro le “iniquità e le sperequazioni tra costa italiana e croata” è anche Andrea Bertani del Movimento 5 stelle, che porta l’attenzione sull’ittiturismo come risorsa per i pescatori e occasione per diversificare la propria attività. “La risoluzione Pd non è risolutiva ma ci ricorda che il tema è importante e va affrontato”. Sulla stessa linea anche Marco Pettazzoni della Lega nord, che appoggia l’atto di indirizzo dem e sottolinea la necessità di “contrastare la concorrenza sleale di chi dall’altra parte dell’Adriatico preleva pesce senza limiti”.

Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), invece, ritiene che la risoluzione non “entri davvero nel profondo delle problematiche del settore e non proponga soluzioni concrete per invertire una crisi oramai endemica e sempre più irreversibile nel nostro paese”.

L’assessore alla Pesca, Simona Caselli, ha sottolineato in Aula come questo sia un settore molto importante per la nostra regione, che, nonostante la crisi generalizzata, impiega un numero rilevante di operatori. “Stiamo presidiando le politiche comunitarie e cercando di ragionare con le altre regioni italiane e anche con quelle croate”.

Anche il Movimento 5 stelle aveva presentato una risoluzione sul tema, che chiedeva alla Regione anche di sostenere e valorizzare il turismo ittico, con linee di indirizzo per favorire i Comuni nell’adozione di scelte tecniche e amministrative coerenti. L’atto di indirizzo però non è stato accolto dall’Aula, trovando il voto contrario del Pd e l’astensione di Ln e Fdi.

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