Governo locale e legalità

Respinta dalla commissione Bilancio la richiesta di Foti (Fdi-An) di revocare onorificenze al merito a Tito

La revoca, ha riferito Molinari (Pd), “non è consentita perché è sopravvenuta la morte del soggetto insignito dell’onorificenza”

L’invito rivolto alla Giunta regionale da Tommaso Foti (Fdi-An), in una risoluzione, è quello di chiedere al presidente del Consiglio dei ministri di trasmettere al Capo dello Stato la proposta di revocare tutte le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana conferite a Broz Tito Josip, poiché “l’insignito se ne è reso indegno”. L’atto di indirizzo è stato respinto dalla commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, oggi presieduta da Andrea Bertani, con il no del Pd, mentre Ln, M5s e Fdi-An hanno espresso voto positivo.

A Tito, ha evidenziato Foti, “sono ascrivibili una serie di crimini, fra cui quelli perpetrati nelle terre giuliano-istriano-dalmate, dove migliaia di italiani, tra cui oppositori al regime comunista, vennero uccisi e gettati nelle foibe”. È possibile, ha quindi riferito il consigliere, “procedere, alla luce delle disposizioni di legge, alla revoca dell’onorificenza, come già accaduto nei confronti del presidente della Repubblica araba siriana, Bashar Al Assad”. La maggioranza, ha concluso, “non neghi la verità storica”.

“La revoca- ha riferito Gian Luigi Molinari (Pd)– non è consentita perché è sopravvenuta la morte del soggetto insignito dell’onorificenza”. Riconosciamo, ha voluto comunque sottolineare il consigliere, “il dramma che si è consumato durante la guerra e nel dopoguerra, anche sulla vicenda delle Foibe c’è totale convergenza”.

(Cristian Casali)

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