Sanità e welfare

Modenese avvisato del tumore con un mese di ritardo, Bargi (Ln): La Regione indaghi

Il consigliere interroga anche sui tempi lunghi per nuovi controlli dermatologici che hanno costretto l’uomo a ricorrere all’Urp

Stefano Bargi (Lega)

Riesce a tornare dal medico per una visita di controllo solo grazie all’intervento dell’Urp che gli fissa un nuovo appuntamento. Durante la visita gli viene asportato un neo sospetto con la promessa, da parte dello staff, di essere avvisato in caso di anomalie. Ma nonostante il tumore alla pelle riscontrato lo chiamano dopo un mese. Ed è proprio questa successione di fatti la protagonista dell’interrogazione presentata da Stefano Bargi, consigliere della Lega nord, che con una serie di domande rivolte alla Regione vorrebbe chiarire la situazione.

L’uomo, spiega il consigliere citando fonti di stampa, è dovuto ricorrere all’Urp per tornare a farsi controllare, nonostante la sua visita fosse programmata da ormai un anno. Il referto istologico “era pronto il giorno successivo alla visita ma il paziente è stato avvisato della presenza di un melanoma trenta giorni dopo”. Per questo Bargi chiede alla Regione “a chi vadano attribuite le responsabilità del ritardo, se intenda attivarsi per verificare le ragioni di tempi di attesa così lunghi per le visite dermatologiche e quali iniziative intenda intraprendere per evitare in futuro il ripetersi di simili episodi e velocizzare le procedure di informazione ai pazienti sugli esiti delle loro visite”.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it)

(Andrea Perini)

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