Sanità e welfare

Sanità Ravenna. Ginecologa licenziata e reintegrata a Faenza, Bignami (Fi): Così si delegittima il reparto

Il consigliere chiede anche alla giunta chi sosterrà le spese di risarcimento e giudiziarie dell’Asl

La vicenda della ginecologa di Faenza, prima condannata per la morte di una neonata durante il parto ma poi reintegrata al lavoro, finisce in Regione con un’interrogazione del consigliere di Forza Italia Galeazzo Bignami.

I fatti risalgono al 2006: un parto cesareo eseguito da una ginecologa dell’ospedale di Faenza si era concluso con la morte della bambina, mentre la madre era stata sottoposta a un intervento con il coinvolgimento del primario. L’Asl aveva avviato un procedimento disciplinare, seguito dal licenziamento della ginecologa e il trasferimento della capo ostetrica. Nel marzo scorso, “la ginecologa ha ottenuto giustizia dal giudice del lavoro che ha annullato il licenziamento- spiega Bignami- condannando l’Asl Romagna a pagarle un’indennità risarcitoria mensile fino al giorno della effettiva reintegrazione, oltre a una somma di migliaia di euro per spese di lite”.

Queste vicende “deleterie per l’ospedale e i cittadini faentini -dice il consigliere azzurro- hanno suscitato interrogativi e riflessioni che richiedono risposte dalle istituzioni”. Per questo, Bignami interroga la giunta per sapere “se ritenga che si tratti di meri errori o atti sinergici alla manovra in atto, tesa a delegittimare il reparto di Ostetricia (e l’intero ospedale) per fare così scendere i parti effettuati sotto i 500 l’anno e realizzare automaticamente l’obiettivo di eliminare il punto nascita, se la Regione intenda chiudere il punto nascita, chi sosterrà la ingenti spese risarcitorie e giudiziarie che perverranno sicuramente alla Asl di Romagna per la vicenda, a chi ascrivere la responsabilità e quali interventi porrà in essere al riguardo”.

(Margherita Giacchi)

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