Sanità e welfare

Sanità, M5s: “Convegno promuove modello integrato Ausl Romagna, è apertura al privato?”

Il sospetto di Andrea Bertani e Giulia Sensoli è che il convegno sia il preludio a un passaggio “strisciante” dalla sanità pubblica a quella privata accreditata: “La Regione chiarisca ogni dubbio e inverta la tendenza”

Sensoli e Bertani
Raffaella Sensoli e Andrea Bertani (M5s)

Un passaggio “strisciante” dalla sanità pubblica a quella privata accreditata, che porterebbe i cittadini a pagare sempre di più per le spese sanitarie e a liste di attesa più lente. È il sospetto sorto ad Andrea Bertani e Raffaella Sensoli del Movimento 5 stelle, dopo il convegno sul modello Ausl Romagna e sul sistema di sanità integrata tenutosi lo scorso 5 luglio alla clinica privata “Maria Cecilia Hospital” di Cotignola (Ravenna).

I consiglieri M5s, con un’interrogazione, chiedono alla Giunta di fugare ogni dubbio e di “invertire la tendenza” rispetto all’apertura della Regione a un sistema di integrazione pubblico-privato. Per i pentastellati l’intento del convegno, al quale hanno partecipato come relatori i vertici di Aiop Emilia-Romagna (organizzazione di categoria della sanità privata), sembrerebbe essere stato proprio quello di promuovere il modello Ausl Romagna come sistema coordinato di sanità. “La coincidenza- sottolineano Bertani e Sensoli- tra attività di promozione dell’operato dell’Ausl unica della Romagna e della Regione, da parte della struttura sanitaria privata in questione, e le aperture che ottiene da parte del sistema sanitario regionale, sembrano coincidere, al punto da far sorgere il sospetto che tra le due attività ci sia correlazione (sospetto e non certezza) che meriterebbe un chiarimento per dirimere ogni dubbio sulla questione”.

Nel mirino dei pentastellati anche la volontà della Regione di riconoscere per la prima volta la possibilità alle strutture private di diventare IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico): possibilità che da subito permetterebbe “legittimamente e per alcuni versi anche meritoriamente” al Santa Cecilia Hospital di Cotignola d’intraprendere questo percorso di riconoscimento.

Per questo i consiglieri 5 stelle chiedono alla Giunta “di invertire la tendenza al mutamento, rappresentato dal passaggio strisciante dalla sanità pubblica a quella privata accreditata, pensando che questa possa garantire una migliore offerta di salute ai cittadini”. Un’apertura che, per i pentastellati, porterebbe “di fatto i cittadini gradualmente a una richiesta diretta di partecipazione alla spesa sanitaria” e a un allungamento delle liste d’attesa, “visto che la sanità privata ha interesse a mantenere liste da dove acquisisce utenza per le visite private, con palese conflitto di interesse e puntando sul fatto che quella privata ha il pregio della possibile ‘scelta’ del medico, che con il pubblico non avviene, in particolar modo per gli interventi chirurgici”. Bertani e Sensoli, infine, chiedono all’esecutivo regionale di chiarire i motivi per i quali si utilizza una struttura sanitaria privata per fare promozione all’integrazione pubblico-privata, quando dai documenti di programmazione regionale si continua a citare l’impostazione pubblica del sistema sanitario regionale”.

(Giulia Paltrinieri)

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