Sanità e welfare

Sanità. Sensoli (M5s): Medici precari e con partita Iva, basta contratti atipici

La consigliera sottolinea come molti medici autonomi “entrino al lavoro timbrando il cartellino, facendo turni e notti, ma l’assicurazione è a loro carico, non hanno ferie e le loro consulenze o collaborazioni sono perennemente appese al filo del rinnovo”

Raffaella Sensoli con Ginaluca Sassi (M5s)

Medici precari e con partita Iva al centro di un’interrogazione della consigliera del Movimento 5 Stelle Raffaella Sensoli, che spiega come l’Ausl della Romagna abbia pubblicato “avvisi da cui emerge con chiarezza che, per sopperire alla carenza degli organici, è aumentata esponenzialmente la pratica di avvalersi di liberi professionisti. Camuffati da ‘autonomi’ abbiamo dei veri e propri rapporti di lavoro subordinati”. Inoltre, “molti medici autonomi -sottolinea l’esponente M5s- entrano al lavoro e timbrano il cartellino, fanno turni, notti, reperibilità come fossero dipendenti, ma in realtà a fine mese emettono una fattura e pagano più contributi previdenziali dei loro colleghi a tempo indeterminato. Per questi professionisti l’assicurazione è a loro carico, non hanno ferie e le loro consulenze o collaborazioni sono perennemente appese al filo del rinnovo del loro rapporto con l’Ausl”.

Un tipo di contratto che “andrebbe vietato nel Sistema sanitario nazionale e l’Anaao lo chiede a gran voce da tempo, perché davvero svilente la professionalità del medico e non tutelante i più elementari diritti del lavoratore, come la malattia e la gravidanza”. Dunque, insiste: “Nonostante i proclami che manifestano l’intenzione della Regione di privilegiare i contratti stabili a tempo indeterminato, si continua in modo rilevante ad assumere personale con contratti flessibili, che non si coniugano con la garanzia dei livelli essenziali dell’assistenza e con gli assunti del Piano socio sanitario da poco approvato”.

Da qui l’interrogazione con cui la consigliera Sensoli chiede alla giunta “se sia stato fatto un censimento regionale dei precari presenti nelle strutture sanitarie pubbliche regionali e quali siano le attività messe in atto per la loro stabilizzazione, se nelle procedure di stabilizzazione del comparto sanità sia prevista la stabilizzazione del personale che ha svolto attività con contratti atipici e nel caso quale sia il numero di medici precari atipici a cui è rivolta la stabilizzazione. Infine -conclude l’esponente M5s- se non ritenga opportuno per il futuro evitare di continuare ad acquisire personale con contratti atipici ricorrendo in sostituzione ad assunzioni stabili con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato”.

(Margherita Giacchi)

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