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Terremoto. Fabbri (Ln): “Un errore esternalizzare le pratiche per la ricostruzione”

L’esponente leghista chiede alla Giunta spiegazioni sull’operato di Invitalia, la quale, causa ferie del suo personale, “rallenta la ricostruzione, portando disagi”

terremoto in emilia
terremoto in emilia
Alan Fabbri
Alan Fabbri (Lega Nord)

Il motivo per cui le pratiche della ricostruzione post terremoto sono state affidate a un’agenzia esterna, la Invitalia, anziché proseguire l’opera iniziata con personale proprio. E se non si considera un errore che Invitalia, compatibilmente con le ferie concesse al suo personale, rallenti o interrompa una ricostruzione che “è quanto mai nel vivo, arrecando disagi”.

Muove da qui l’interrogazione alla Giunta regionale da cui Alan Fabbri, consigliere della Lega Nord, si aspetta risposta scritta. “Dopo il sisma 2012 -spiega Fabbri- il settore dell’agricoltura sta faticosamente ripartendo e la scelta dell’ente commissariale è stata quella di esternalizzare parte delle sue funzioni ad Invitalia. Ma i disagi -continua l’esponente leghista-, da quando il nuovo soggetto è subentrato nella gestione delle pratiche, si sono moltiplicati. Le stesse organizzazioni degli industriali hanno lamentato che durante il periodo della gestione dei contributi ad opera di Invitalia si è assistito a un taglio dei contributi e dei rimborsi. Come dimostrato anche dalle quote di mercato perse in settori strategici e al numero significativo, 101, di aziende in concordato e altre situazioni di sofferenza in cui versano imprese artigianali”.

“Chiudendo Invitalia a Roma e vedendo ridotta la struttura a Bologna per ferie -aggiunge Fabbri- vengono allungate di alcuni mesi le approvazioni dei Sal (Stato avanzamento lavori), varianti e rendicontazioni, ma anche le liquidazioni, che rischiano di essere posticipate. La Commissione europea aveva prorogato, su richiesta del commissario Stefano Bonaccini, i termini per la concessione di contributi alle attività produttive (che potranno essere concessi anche oltre dicembre 2017) e per le aziende agricole al 28 febbraio 2018. Le riduzioni di servizio, quindi, inficiano le proroghe concesse dalla Commissione europea”.

Da qui, Fabbri chiede per quale motivo “l’ente commissariale dell’Emilia Romagna abbia affidato le pratiche della ricostruzione a un’agenzia esterna, se non si consideri un errore lasciare che Invitalia, in base alle ferie concesse al suo personale, rallenti o interrompa una ricostruzione quanto mai nel vivo, portando ulteriori disagi e sofferenze alle imprese”. il leghista, inoltre, domanda all’esecutivo regionale “se non fosse possibile programmare le ferie del personale in modo più attento, se non si ritenga grave che questo rallentamento nell’erogazione di un servizio indispensabile possa avere ripercussioni sulla ricostruzione della parte agricola, quali misure si intendano promuovere per ovviare a un oggettivo problema di ritardi e quanto personale di Invitalia sia attivo durante il periodo estivo”.

(Margherita Giacchi)

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