COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente. Pdl concessioni: confronto coi gestori degli impianti idroelettrici

Audizione in Commissione Territorio sulle due proposte di legge sulle concessioni idriche: la prima è della Giunta, l’altra del consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica). L’assessore Priolo risponde ai dubbi di industriali ed Enel

Norme troppo punitive e di dubbia valenza costituzionale e comunitaria. Pollice verso sulla proposta di aumento dei canoni. Così i gestori delle concessioni idroelettriche e le associazioni imprenditoriali di categoria esprimono i loro dubbi sulle proposte di legge in discussione in Assemblea legislativa in materia di concessioni idroelettriche e recepimento delle nuove norme statali in materia. Un fuoco di fila a cui ha replicato, rassicurando tutti, l’assessora all’Ambiente Irene Priolo.

E’ quanto è emerso dall’udienza conoscitiva tenutasi oggi, nel corso della Commissione Territorio presieduta da Stefano Caliandro, sui due progetti di legge “Disciplina delle assegnazioni delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e determinazione dei relativi canoni” (di iniziativa della Giunta) e “Disposizioni in materia di assegnazione di concessioni di grande derivazione ad uso idroelettrico” (proposto dal consigliere Marco Mastacchi, Rete Civica).

“Siamo a favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili e in particolare abbiamo condiviso con la Regione tre punti: investimenti per potenziare la nostra manifattura, incremento dell’occupazione di qualità, crescita delle energie alternative”, spiega Gianluca Rusconi, vicepresidente di Confindustria, che sottolinea l’importanza di questi obiettivi soprattutto in questa fase di crisi segnata dai contraccolpi della pandemia da Coronavirus sull’economia.

“L’Unione Europea ci chiede di superare ampiamente il 20% di energie rinnovabili, ma in Emilia-Romagna da troppi anni siamo fermi a poco più del 10%: occorre superare questo stallo, che è frutto di alcuni provvedimenti sulle fonti rinnovabili (come ad esempio le delibere su impianti fotovoltaici, biomasse e altre simili) fatte dalla Regione che hanno reso complesse le procedure di investimento in questi ambiti. Servono interventi per superare questa situazione di blocco: la ripresa degli investimenti sulle fonti rinnovabili produrrà la ripresa dell’economia e dell’occupazione”. Rusconi ritiene, però, non sufficiente il provvedimento proposto dalla Giunta e chiede di integrarlo in modo da superare i dubbi e i problemi emersi per permettere una ripresa del settore.

Sulla stessa linea Carmina Toscano (Enel Green Power) che ha sottolineato gli aspetti critici delle norme proposte dalla Giunta, chiedendo interventi risolutivi: “Il Decreto Legge sulla Semplificazione (varato dal Governo Conte I, ndr) viola principi costituzionali come libertà di impresa, stato di diritto e proprietà. Se le Regioni non recepiscono le norme statali tenendo conto dei diritti costituzionali ci saranno, come già avvenuto con la legge della Lombardia, conflitti in sede costituzionale e giuridica”. In particolare Toscano invita a rivedere la proposta di legge regionale tutelando di più la valorizzazione dei beni dei concessionari: “State facendo -incalza- un esproprio senza indennizzo che viola la Costituzione e il Diritto comunitario. Si violano le norme sugli aiuti di Stato perché si favorisce il concessionario entrante a danno di quello uscente”.

Sempre per Enel Green Power, Isodro Pescador (Enel Green Power) ha fatto il punto sugli investimenti fatti in questi anni da Enel e ha ricordato come siano previsti investimenti pari a 91 milioni di euro per i prossimi anni.

Tutto incentrato sull’opportunità che ci siano revisioni delle norme nazionali l’intervento di Paolo Taglioli (Assoidroelettrica), che ha ricordato come l’Italia sia il primo Stato Ue a mettere a bando le concessioni idroelettriche: “Condividiamo quanto affermano molti esponenti dell’attuale maggioranza di governo che le gare sulle concessioni vanno fatte solo quando in ambito comunitario ci saranno norme di reciprocità: non possiamo essere i primi a mettere a bando le nostre concessioni, altrimenti verranno comprate solo da soggetti stranieri”. Taglioli ha anche bocciato la proposta della Giunta di aumentare i canoni relativi all’attività di produzione di energia idroelettrica: “Un incremento dei canoni -spiega- rischia di inficiare le attività di manutenzione degli invasi e delle centrali”.

Dal canto suo Fabrizio Pizzolini (Federelettrica) chiede che vengano chiarite le norme sugli impianti fra loro “funzionalmente dipendenti”.

La replica dell’assessora Irene Priolo prende le mosse dal tema canoni: “E’ un fatto di concorrenza: in Emilia-Romagna -spiega- c’è un canone di meno di 15 euro, lo Stato chiede di introdurre un canone di almeno 30 euro. La Lombardia ha introdotto un canone di 33 euro, mentre in Piemonte si superano i 40 euro: nonostante questo i gestori non hanno smesso di investire, gli impianti sono in attività e tutto funziona. Mi auguro che i gestori, alla luce del basso canone dell’Emilia-Romagna, abbiamo accumulato le riserve necessarie per continuare a fare manutenzione e investimenti”. Nel suo puntuale e dettagliato intervento Priolo ha replicato punto a punto alle osservazioni dei gestori e dei loro rappresentanti di categoria: canoni, cessione ramo d’azienda, ecc….

Le parole dei rappresentanti di categoria e dell’assessore si inseriscono a pieno nel percorso legislativo dei due progetti di legge illustrati dai due relatori.

“Questa udienza conoscitiva ha avuto l’obiettivo di ascoltare gli ospiti esterni e confrontarsi sulle loro osservazioni”, spiega Igor Taruffi (ER Coraggiosa), relatore di maggioranza del progetto presentato dalla Giunta. “Quello di oggi -spiega Taruffi nel riassumere il contenuto del progetto di legge e il contesto in cui è stato realizzato- non è un momento solo formale perché vogliamo un confronto sul progetto: la proposta di legge in discussione si occupa di determinare i passaggi fondamentali per gli interventi di manutenzione sui grandi invasi dell’Emilia-Romagna. Ricordiamo che nel 2029 scadranno le concessioni in essere: questa legge stabilisce bene quello che la Regione da un lato e i concessionari dall’altro dovranno fare, fra le altre cose l’introduzione di un canone e l’obbligo di fornire energia elettrica gratuita in precise zone dei grandi invasi”.

Dal canto suo Marco Mastacchi (Rete Civica), relatore di minoranza, spiega come ogni progetto di legge in materia vada inquadrato “in un’ottica di sviluppo completo a tutto tondo: concessioni idroelettriche, agricoltura ed energie alternative. Dobbiamo andare nella direzione di sviluppare il più possibile le energie alternative, a partire dall’idroelettrico che è la ‘madre’ di tutta l’energia pulita”.

(Luca Molinari)

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