COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente Ferrara. Gibertoni (Misto): fare chiarezza su Azienda valliva di caccia a Comacchio

La consigliera torna a concentrarsi su un tema già oggetto di suoi atti ispettivi e chiede alla Regione di cambiare rotta

La Regione valuti di cambiare la propria posizione in merito alla competenza della Provincia di Ferrara a istituire l’Azienda valliva particolare di caccia Valli di Comacchio.

A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) che ricorda come il tema sia stato già oggetto di propri atti ispettivi verso la Giunta. Ripercorsa l’intera vicenda e confermata la propria insoddisfazione verso le risposte ricevute ai suoi quesiti, Gibertoni presenta un nuovo atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “se non ritenga opportuno ritornare sulla propria risposta del 24 settembre 2020 al mio di sindacato ispettivo oggetto n. 1230, in merito alla competenza della Provincia di Ferrara a istituire una ‘Azienda valliva particolare di caccia Valli di Comacchio’, con Delibera del Consiglio Provinciale del 16 settembre 1993, riconoscendo la grave illegittimità di questo atto in quanto la legge n. 157 del 1992 aveva già previsto l’attribuzione esplicita dell’autorizzazione all’istituzione delle Aziende Faunistico-Venatorie alle Regioni, e in questa fattispecie come riconosciuto dalla stessa Regione, nella suddetta risposta, ricade anche l’Azienda valliva in questione”.

Per Gibertoni, infatti, “non corrisponde al vero che tali competenze in capo alle Province sarebbero state attribuite a queste ultime dalla legge n. 142 del 1990, in quanto tale legge risultava chiaramente superata in questa parte alla data della delibera Provinciale, cioè al 16 settembre 1993, appunto, dall’art. 16 della legge n. 157 del 1992, già pienamente operante e vigente”.

Alla luce di ciò, la consigliera interroga la Giunta per sapere “se non si ritenga responsabile, in prima persona e come Ente, per quanto riguarda il danno erariale che sarebbe stato subito dalla Regione Emilia-Romagna, stimabile in oltre 700mila euro, dato che la Regione avrebbe potuto e dovuto verificare l’esistenza dell’’Azienda valliva particolare di caccia Valli di Comacchio’, istituita con delibera illegittima del Consiglio Provinciale di Ferrara e mai autorizzata ai sensi del già citato art. 43 della legge regionale n. 8/1994, provvedendo così di conseguenza dal punto di vista dei mancati introiti”.

Inoltre, Gibertoni pone un quesito diretto all’amministrazione regionale: “la lettera interruttiva dei termini di prescrizione, la cui predisposizione si era demandata al Servizio Bilancio e Finanze – Settore Tributi e Sanzioni Tributarie, con cui si notificava al Comune di Comacchio l’adozione del relativo atto di accertamento e di emanazione di eventuali sanzioni per il mancato versamento dei tributi, è stata effettivamente inviata e qual è stata la risposta del Comune di Comacchio? In assenza di risposta come si intende procedere per il recupero del credito maturato?”.

(Luca Molinari)

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