Donne detenute, donne che si ribellano alla negazione dei propri diritti, donne che hanno conquistato il diritto di voto come base per l’emancipazione sociale, economica e politica. Storie e lotte che si intrecciano fra di loro e che l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha scelto per celebrare l’8 marzo, Giornata internazionale della donna.
“Quest’anno celebreremo gli 80 anni del primo voto alle donne” commenta il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri. “Un anniversario che deve servirci a riflettere su quanta strada abbiamo percorso ma soprattutto a quanto dobbiamo ancora farne per aggiungere un’effettiva parità. Mi fa piacere poi che l’Assemblea dedichi una riflessione ai diritti di donne che vivono una particolare condizione di fragilità, cioè le donne detenute e al fondamentale sostegno che viene dal mondo del volontariato”
L’incontro
Alle ore 10.30 alle 12 del 9 marzo nei locali della Biblioteca dell’Assemblea legislativa, in viale Aldo Moro 46, si terrà l’incontro “Donne invisibili. Volontariato e diritti oltre le sbarre” dedicato alla condizione della detenzione femminile (una situazione che riguarda circa il 4,2% della popolazione detenuta totale, con 169 donne recluse in regione al 31 gennaio 2026). L’iniziativa vuole essere anche un modo per rimarcare il ruolo centrale del volontariato, in larga parte femminile, nel percorso di recupero delle detenute. Questo tipo di volontariato agisce anche come ponte verso l’esterno, aiutando le detenute a ricostruirsi un futuro. All’incontro parteciperanno Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Elena Carletti, presidente della commissione assembleare Parità, diritti delle persone e cultura, Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti, e Giulia Fabini, presidente di Antigone in Emilia-Romagna, oltre a Alba Piolanti dell’Unione donne in Italia a Bologna.
Le mostre
Incentrate, invece, sulla storia delle lotte per l’emancipazione femminile “Suffragette italiane verso la cittadinanza (1861-1946)” e “Anche la cancellazione è violenza”, le due mostre che saranno allestite nei locali dell’Assemblea legislativa dal 6 al 13 marzo con apertura al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18.
Nel 1946 si celebra l’80esimo anniversario del suffragio elettorale universale, ovvero del diritto di voto alle donne. Questa importante conquista è la protagonista di “Suffragette italiane verso la cittadinanza (1861-1946)”, mostra organizzata dall’Unione Femminile Nazionale e dalla Fondazione Anna Kuliscioff e curata da Concetta Brigadeci, Marina Cattaneo, Eleonora Cirant e Giuliana Franchini, che racconta il percorso storico del suffragismo in Italia, dall’Unità al primo voto femminile. Documenti, manoscritti, volantini e materiale fotografico per valorizzare le battaglie per i diritti politici, spesso rimosse dalla narrazione storica ufficiale.
Per “Anche la cancellazione è violenza”, invece, si tratta di un ritorno nei locali di viale Aldo Moro: allestita in Assemblea la prima volta nel 2016, fu riproposta aggiornata e arricchita di materiali nel 2021. Ora torna con nuovi quattro pannelli realizzati dalle studentesse e dagli studenti del Liceo Fermi di Bologna. Realizzata dal Collettivo RivoltaPagina, nei suoi 50 pannelli, la mostra raccoglie le storie di donne dimenticate che, però, hanno dato un contributo decisivo alla scienza, alla fisica, alla letteratura e alla cultura in generale. Un modo per abbattere gli stereotipi di genere e ridare onore e memoria a tutte le donne tagliate fuori dai libri di storia, recuperandone la memoria. Un esempio è quello di Rosalind Franklin, scienziata inglese, vissuta all’inizio del secolo scorso, che ha scoperto la forma elicoidale del DNA, senza, però, mai ottenere il riconoscimento formale della scoperta.
(Cristian Casali)



