COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Diritti. Amico (ER Coraggiosa): la Regione sostenga le due associazioni transgender colpite da gruppi fascisti

Il consigliere riporta che “lo scorso lunedì, durante un incontro (online) di socializzazione organizzato dal gruppo trans di Arcigay Gioconda di Reggio Emilia insieme al gruppo trans Aps di Bologna, degli appartenenti a gruppi di ispirazione fascista hanno sabotato la videochiamata intervenendo con insulti e minacce ai partecipanti”

Con un’interrogazione Federico Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) chiede alla Giunta, come da legge regionale contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere (la legge 15 del 2019), di intervenire per contrastare ogni fenomeno di istigazione all’odio e alla violenza di genere, anche se su canali in rete. Il consigliere reggiano, infatti, riporta che “lo scorso lunedì, durante un incontro (online) di socializzazione organizzato dal gruppo trans di Arcigay Gioconda di Reggio Emilia insieme al gruppo trans Aps di Bologna, degli appartenenti a gruppi di ispirazione fascista hanno sabotato la videochiamata intervenendo con insulti e minacce ai partecipanti (ci sono state anche minacce di morte e sono stati mostrati simboli nazisti, mentre veniva trasmessa musica assordante con testi rivolti a ridicolizzare le esperienze LGBTI+)”. Sempre più spesso, sottolinea il consigliere, “si registrano fenomeni di questo tipo finalizzati a colpire e intimidire persone LGBTI+”.

Le azioni rivolte contro le due associazioni emiliane, rimarca Amico, “hanno avuto conseguenze gravi sulle persone transgender presenti all’incontro, producendo anche situazioni di forte stress”. Per questo, aggiunge, “sono stati tempestivamente attivati gli operatori degli sportelli di ascolto delle due associazioni, per dare un supporto immediato a queste persone”. Le due associazioni poi, evidenzia, “hanno deciso, a seguito di una consulenza con i propri legali, di agire in modo coordinato, denunciando l’abuso e la violenza di matrice omo-lesbo-bitransfobica tramite querela che, a seguito di indagini preliminari, potrà dare il via a un procedimento penale nei confronti delle persone responsabili (che vedrà le due associazioni costituirsi parte civile)”.

Il consigliere Amico, che è anche presidente della commissione assembleare regionale per la Parità e per i diritti delle persone, chiede quindi che la Regione (come previsto anche nell’articolo 9 della legge regionale 15 del 2019), se verrà attivato un procedimento, “si costituisca parte civile”.

(Cristian Casali)

 

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