Provvedere ai buoni pasto, o ad altre forme di compensazione, per gli infermieri, che lamentano la mancata fruizione del servizio mensa quando prestano servizio in turni superiori alle sei ore. A chiederlo è Daniele Marchetti (Lega), in una interrogazione firmata anche dai colleghi di gruppo Simone Pelloni, Valentina Stragliati e Fabio Bergamini. Un violazione – si legge nell’atto ispettivo – si potrebbe riscontrare all’articolo 29 del Contratto nazionale integrativo del Comparto sanità, che recita: “le aziende sanitarie, in relazione al proprio assetto organizzativo, possono istituire mense di servizio o in alternativa garantire l’esercizio del diritto di mensa con modalità sostitutive”.
Molti infermieri, riportano i leghisti, si lamentano perché non riescono a usufruire della mensa e “le aziende sanitarie non garantirebbero ai citati professionisti neppure il buono pasto, che non ha comunque natura retributiva, assolvendo a una funzione di carattere assistenziale”. Un diritto riconosciuto anche in una recente sentenza della Cassazione civile.
(Gianfranco Salvatori)


