COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Parità. Amico e Taruffi (ER Coraggiosa) sul caso Lugli: fare chiarezza sull’accaduto, si attivi anche la Regione

I due consiglieri chiedono poi una verifica, sempre sul tema delle discriminazioni, nelle diverse discipline sportive, con il coinvolgimento delle società attive in regione

Federico Amico e Igor Taruffi di Emilia-Romagna Coraggiosa intervengono, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sulla vicenda della pallavolista Lara Lugli, citata per danni, perché incinta, dalla società che l’aveva ingaggiata. L’atleta di Carpi reclamava lo stipendio dell’ultimo mese d’attività (il fatto risale a due anni fa), spiegano i due consiglieri, “che le spettava di diritto da contratto, in quanto aveva regolarmente lavorato”.

In seguito alla denuncia dell’atleta sui propri profili social, si legge nell’atto ispettivo, “l’associazione Assist e altre associazioni sportive si sono fatte promotrici di un appello al presidente del Consiglio dei ministri e al presidente del Coni per sensibilizzarli sul tema dei diritti delle donne”. In particolare, si rimarca nell’interrogazione, “Assist fa presente come il caso in esame sia emblematico, perché ‘l’iniquità della condizione femminile nelle discipline sportive è talmente interiorizzata che non solo la si ritiene disciplinabile, nero su bianco, in clausole di un contratto visibilmente nulle, ma addirittura coercibile in un giudizio, sottoponendola a un magistrato, che secondo la visione del datore di lavoro sportivo dovrebbe condividere tale iniquità come fosse cosa ovvia’”.

“Non si può comunque limitare la questione delle tutele al solo professionismo- sottolineano Amico e Taruffi-, dal momento che il semiprofessionismo è un ambito molto più esteso e che le associazioni sportive spesso non vengono sensibilizzate sul tema e non vengono sostenute economicamente. L’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire anche alle donne tutte le tutele riservate agli uomini, come per esempio il trattamento sanitario, previdenziale e pensionistico”.

I due consiglieri sollecitano quindi l’intervento della Regione per fare chiarezza sull’accaduto. Chiedono all’amministrazione regionale anche di contrastare ogni forma di disparità, come da legge regionale sulla promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive (la 8 del 2017). Richiedono poi una verifica, sempre sul tema delle discriminazioni, nelle diverse discipline sportive, con il coinvolgimento delle società attive in regione (e informando poi il Coni nel caso di difformità).

(Cristian Casali)

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