Sanità e welfare

Covid. Lisei (Fdi): troppi disservizi nelle comunicazioni delle Ausl sulle quarantene

Un’interrogazione ripercorre la vicenda di un ragazzo di Cento affidato a una famiglia di Bologna

“Mi è stato sottoposto il caso di un ragazzo frequentante un istituto scolastico situato nel comune di Cento in provincia di Ferrara non attrezzato per svolgere la didattica a distanza e che, in seguito alla presenza nella propria classe di alcuni casi di positività al Covid, è stato sottoposto a sua volta ad un primo tampone nel comune in cui si trova l’istituto scolastico che frequenta (Cento), risultando positivo. Il minore, inoltre, è sottoposto ad affidamento temporaneo e quindi risulta domiciliato presso una famiglia in provincia di Bologna la quale si è attivata immediatamente applicando le procedure del caso e comunicando all’operatrice dell’AUSL lo stato di affido del minore: allo scadere dei 21 giorni di isolamento dal primo tampone e in possesso di un referto attestante la sua guarigione, tuttavia, non è stato possibile ottenere il termine del periodo di isolamento come previsto dalle disposizioni e neppure i ripetuti tentativi di contattare i numeri di riferimento hanno permesso di chiarire la situazione”.

A chiedere di fare luce sulla “disavventura” di questo giovane e della sua famiglia affidataria è Marco Lisei (Fdi), che, in un’interrogazione, ricorda: “A quanto ci è dato sapere, le comunicazioni tra l’AUSL di Ferrara, presso la quale era stato eseguito il tampone risultato positivo, e l’AUSL di Bologna, competente per decretare la fine dello stato di isolamento, sono avvenute regolarmente e nei tempi previsti, ma quest’ultima, anziché chiudere la pratica, ha comunicato l’inizio di un nuovo periodo di isolamento sebbene fossero abbondantemente trascorsi i 21 giorni previsti come limite massimo del periodo di isolamento: il provvedimento riporta l’indirizzo di residenza del ragazzo che non corrisponde a quello dove risiede a seguito dell’affidamento, coinvolgendo in questo modo la famiglia del minore con cui, purtroppo, non ha rapporti da tempo in seguito alla sua precedente positività”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Regione “se sia a conoscenza del perdurare delle difficoltà segnalate dai cittadini che tentano di contattare l’AUSL di Bologna per ottenere informazioni sulla situazione e sulle procedure da attivare a seguito della diffusione del Covid; se non ritenga la situazione di cui questo giovane è stato vittima, frutto di un grave disservizio da parte degli uffici dell’AUSL di Bologna; quali azioni intenda intraprendere affinché il problema venga risolto e non si ripeta a danno di altri cittadini”.

Lisei interroga l’esecutivo regionale per sapere anche “se non ritiene che questo modo di procedere possa aver portato ad un errato conteggio dei positivi al Covid e quindi, in qualche modo, possa aver creato le premesse per azioni non congrue alla reale situazione epidemiologica”.

(Luca Molinari)

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