Nel 2020 a 2,7 milioni di persone nell’Unione europea è stato diagnosticato un tumore e in 1,3 milioni hanno perso la vita a causa di questa malattia. Senza un’azione decisa, il numero di casi aumenterà quasi del 25 per cento entro il 2035. Il piano europeo di lotta contro il cancro definisce un nuovo approccio in materia di prevenzione, trattamento e assistenza, mettendo al centro nuove tecnologie, ricerca e innovazione. Il piano si articola in quattro aree d’intervento, che si sviluppano in dieci iniziative ‘faro’ e numerose azioni di supporto. Per attuarlo sono stati stanziati 4 miliardi di euro.
L’europarlamentare Alessandra Moretti, componente della Special committee on beating cancer del parlamento europeo, ha illustrato in commissione assembleare Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Ottavia Soncini, i contenuti del nuovo piano europeo di lotta contro il cancro.
“La pandemia COVID-19 si è impossessata della scena facendo passare tutto in secondo piano, persino la lotta al cancro. Ai cittadini europei devono essere garantiti parità di accesso ai programmi di screening, prevenzione e diagnosi precoce. Il legame a doppio filo tra sanità e ricerca deve essere stretto e rafforzato ulteriormente per offrire trattamenti di alta qualità, sempre più efficaci, anche mediante Horizon Europe (il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione) e il centro di studi e ricerca sul cancro d’imminente costituzione”, ha rimarcato Alessandra Moretti. Per l’europarlamentare è poi importante, nella lotta al cancro, “potenziare la medicina territoriale, per garantire a tutti gli europei un’assistenza sanitaria di qualità, come in Emilia-Romagna (regione che propone un modello potenzialmente esportabile)”.
Il piano europeo di lotta contro il cancro mette al centro la prevenzione, attraverso azioni finalizzate ad arginare i principali fattori di rischio, ad esempio il tabagismo (l’obiettivo è arrivare al 2040 con meno del 5 per cento della popolazione che fa uso di tabacco), il consumo nocivo di alcol, l’inquinamento ambientale e le sostanze pericolose. Con la campagna HealthyLifestyle4All si promuovono stili di vita sani (alimentazione sana e attività fisica). Viene poi proposto un nuovo programma di screening, che coinvolgerà il 90 per cento degli europei. Entro la fine del 2021 saranno anche attivate iniziative per migliorare l’accesso alla diagnosi e ai trattamenti innovativi. Previste anche azioni rivolte a offrire una migliore assistenza integrata, correggendo le disparità di accesso alle cure e ai medicinali di alta qualità. Programmate poi iniziative rivolte ai malati, finalizzate a garantire una vita migliore, incentrate sull’assistenza durante il follow-up. Previste anche azioni specifiche rivolte ai bambini.
La presidente Soncini ha spiegato che l’Emilia-Romagna è, da anni, impegnata sul tema della prevenzione, “nella scorsa legislatura abbiamo approvato una legge ad hoc sulla prevenzione primaria (a partire dagli stili di vita sani), particolare attenzione rivolgiamo poi alla prevenzione secondaria (con mirate azioni di screening)”. La presidente ha poi posto l’accento, sul tema della vaccinazione contro il papilloma virus (gratuito in regione) e sull’aspetto del cambiamento climatico (da non sottovalutare nella lotta a queste patologie); infine, ha parlato del ruolo che ricopre la rete europea nella ricerca sui tumori pediatrici e ha affrontato la questione delle cure palliative.
“Il 40 per cento dei tumori è prevedibile ed evitabile, abbiamo di fronte una grande sfida, diventa centrale il tema degli stili di vita sani (a partire dall’alimentazione)”, ha rimarcato Silvia Piccinini (Cinquestelle). La consigliera ha presentato un emendamento “per rafforzare il contributo delle istituzioni europee alla produzione e al consumo sostenibili (una dieta basata maggiormente sui vegetali), che comprenda meno carni rosse e trasformate e altri alimenti potenzialmente cancerogeni”. Ha poi affrontato il tema dell’inquinamento ambientale (con altri due emendamenti), “particolarmente presente nella pianura padana”, collegato anche alla questione della mobilità urbana, che “deve essere sostenibile e intelligente”, e al problema degli inquinanti associati all’agricoltura intensiva.
Daniele Marchetti (Lega) si è detto d’accordo su una strategia unica “anche se vedo poca concretezza e molte chiacchiere, ad esempio molti appartenenti al servizio sanitario regionale avvertono che passata la pandemia restano i pazienti oncologici trascurati e gli interventi che vengono rinviati”. Si parla di inquinamento o di monitoraggio dei pazienti, ha aggiunto, “ma in Emilia-Romagna ci sono ancora problemi sul registro tumori”. Marchetti ha anche posto l’accento sul sostegno a chi è in cura: “Si è passati dal day hospital al servizio ambulatoriale, un passaggio che, però, crea problema a molti lavoratori”. Il consigliere ha anche criticato l’emendamento del Pd sulle etichette per i prodotti alimentari, “un passaggio scellerato che demonizza i prodotti italiani”.
Valentina Castaldini (Forza Italia) ha ringraziato per l’opportunità del piano europeo, “fortemente voluto dal Ppe”. La consigliera ha poi evidenziato l’importanza, e anche le criticità, dello screening. “Nell’ultimo anno- ha detto- la situazione è critica, perché sono diminuite le visite di controllo e prevenzione”. Poi ha citato i dati su alcuni screening gratuiti: “Quelli per la cervice, donne tra 24 e 64 anni, sono scesi del 50 per cento, e addirittura non sono state nemmeno inviate le lettere, all’appello mancano 98mila test”. Le mammografie (50-69 anni), ha continuato, “hanno visto 57mila lettere in meno con un calo del 28 per cento”. Infine, anche i test per il colon retto (uomini 50-70) “sono scesi del 28,4 per cento”. “In futuro- ha affermato Castaldini- si dovrà lavorare per recuperare le decine di migliaia di controlli persi”. La consigliera ha presentato anche un emendamento alla bozza di parere, in cui si chiede di estendere le campagne di informazioni sul papilloma virus anche ai ragazzi.
Roberta Mori (Pd) sul nuovo piano europeo ha parlato di “operazione importante”. Per la consigliera “la questione non può essere relegata al solo rapporto tra medico e paziente, il tema ci riguarda tutti, la malattia può essere controllata, si può guarire, l’aspetto della prevenzione diventa centrale”. Ha poi affrontato l’argomento medicina di genere, “tema centrale anche nella lotta al cancro, il determinante di genere (come determinante di salute) deve essere considerato anche nella ricerca, un elemento importante nell’assistenza della cura, anche farmacologica”.
“Come Emilia-Romagna dobbiamo essere parte attiva e interlocutori dell’Ue nell’elaborazione e sviluppo del piano europeo contro il cancro. Se il tema della lotta all’inquinamento è centrale per le politiche di prevenzione, è strategico per noi che l’Europa ci garantisca risorse per sostenere il nostro piano per la qualità dell’aria, assicurando più risorse per le politiche non solo emiliano-romagnole ma del bacino padano, per poter essere più efficaci”, ha quindi sottolineato Lia Montalti (Pd), rilevando poi che “l’Emilia-Romagna può candidarsi come hub europeo per lo sviluppo di politiche relative alla gestione dei dati sanitari, garantendo un’evoluzione nell’approccio che dia valore al dato, facendolo passare da semplice dato raccolto a informazione utile per la lotta al cancro”. L’Emilia-Romagna, ha aggiunto, “attraverso il servizio sanitario regionale, i centri di ricerca, i tecnopoli, la rete delle imprese che lavorano nel campo farmaceutico e del biomedicale potrà, con le competenze già sviluppate nella gestione dei progetti europei, nei prossimi anni attrarre importanti risorse europee da destinare alla ricerca in campo sanitario”. In tutto questo, ha concluso, “dovremo presidiare in maniera attenta il tema dell’alimentazione, valorizzando l’alta qualità e salubrità delle produzioni alimentari emiliano-romagnole”.
La consigliera ha poi presentato due emendamenti alla bozza di parere, proponendo, nel primo, “di realizzare un’etichetta nutrizionale armonizzata, in modo che i consumatori possano compiere scelte alimentari informate, sane e sostenibili, nel rispetto delle produzioni alimentari d’eccellenza” e, nel secondo, “di attivare misure straordinarie di programmazione europea e finanziamento a supporto di realtà come la pianura padana, laddove il rischio di impatto sulla salute dei cittadini è maggiore”.
Silvia Zamboni (Europa verde) ha affrontato il tema della prevenzione, rilevando “il grave problema in regione collegato all’inquinamento atmosferico (trasporti, agricoltura, etc.)”, per la consigliera “bisogna puntare sulle fonti rinnovabili”. Ha poi parlato degli stili di vita sbagliati, che “riguardano particolarmente i giovani (collegati a fumo e abuso di alcol)”, e ha chiesto l’attivazione “di interventi educativi e informativi”. Infine, ha ribadito la necessità di avere anche a Bologna un registro tumori, “strumento indispensabile per valutare le politiche sanitarie da mettere in campo”.
Anche per Francesca Marchetti (Partito democratico) è necessario “valorizzare il piano Ue”. La consigliera ha sottolineato l’importanza di “studiare il tumore pediatrico che ha caratteristiche diverse da quello degli adulti: la ricerca dovrebbe indagare sulle cause e sulle caratteristiche genetiche”. Inoltre, vanno monitorati il percorso di vita e di guarigione dei minori e degli adolescenti. Marchetti, a questo riguardo, ha ritenuto positivo il “passaporto del guarito”, che viene rilasciato da alcune associazioni, proprio nell’ottica del monitoraggio.
Simone Pelloni (Lega) ha evidenziato i punti critici della gestione dei pazienti oncologici in regione in epoca Covid. “Se un anno fa- ha affermato- era comprensibile sospendere o rinviare alcuni interventi a causa della pandemia, oggi non lo è più. È grave che da ottobre ci siano ancora sospensioni di visite e interventi. Modena e Bologna sono al collasso. La Regione si è fatta trovare impreparata alla seconda e terza ondata. Tra annunci e quanto è stato fatto realmente sui territori c’è una grande distanza”.
Igor Taruffi (ER Coraggiosa) ha detto di prendere “atto con favore che anche la Lega ha compreso che si è in pandemia. Solo pochi mesi fa il segretario Salvini voleva riaprire tutto, contestava l’uso delle mascherine e lo stato di emergenza, c’era pure chi sfidava i divieti andando al ristorante”. Serve il contenimento affiancato dalla campagna vaccinale, ha scandito il consigliere. Taruffi ha ricordato che la pandemia “ha avuto importanti conseguenze sul sistema sanitario regionale, formato da tanti operatori che dovremmo ringraziare ogni giorno. Un anno fa c’erano 375 posti in terapia intensiva, oggi ce ne sono 636 (che potrebbero arrivare anche a 1.000)”. Certo, ha concluso, “il sistema va riorganizzato, la parte pubblica deve essere ulteriormente rafforzata”.
La commissione ha approvato la bozza di parere; sì anche ai due emendamenti targati Montalti, a quello di Castaldini e alla modifica proposta da Piccinini sul tema della mobilità sostenibile.
(Cristian Casali e Gianfranco Salvatori)


