COMUNICATO
Ambiente e territorio

Sanità. Castaldini (Fi): “Potenziare le attività di contact tracing e assumere personale all’Ausl di Bologna”

“Disagi e ritardi sulla comunicazione di inizio e fine quarantena. Servono traduttori per gli stranieri e si potrebbero utilizzare anche gli studenti di Medicina per la parte amministrativa del tracciamento di chi è positivo al Covid”

Potenziare il contact tracing e il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Bologna. Il potenziamento deve prevedere il reclutamento di personale, soprattutto infermieri, la presenza di traduttori per i cittadini stranieri, la stipula di una convenzione con l’università per cui “gli studenti tirocinanti delle facoltà di Medicina possano svolgere il tirocinio in attività di contact tracing e in attività di supporto ai DSP”. Inoltre, si chiede di inserire nel software del contact tracing “la funzione per la quale quando viene inserito un contatto stretto di un positivo venga automaticamente inviato un SMS che preavvisi dell’imminente chiamata da parte dell’AUSL”, di studiare un modo di comunicazione diverso dalla mail (molti non ce l’hanno) con l’uso di messagistica istantanea per l’inizio e fine quarantena. Infine, si dovrebbe istituire un numero di telefono a cui si può rivolgere chi, terminata la quarantena o l’isolamento, non ha ancora ricevuto la notifica di fine quarantena.

Lo chiede, in una risoluzione, la consigliera Valentina Castaldini (Forza Italia).

Il tracciamento dei casi di Covid-19 è importante, afferma Castaldini, ma da più parti nella Ausl di Bologna si segnalano criticità e disagi per i cittadini. Ci sarebbero ritardi di oltre 10 giorni nella notifica di inizio quarantena, cambi di procedure non in linea con i decreti regionali, lettere di fine quarantena inviate in ritardo di diverse giornate, 600 bambini in attesa della notifica di fine quarantena.

Sono circa 50 gli addetti al contact tracing dell’AUSL di Bologna che “non riescono a tracciare efficacemente tutti i contatti delle centinaia di casi di positività al SARS-CoV-2 giornalieri” ricorda Castaldini. Ai cittadini, poi, spesso non viene risposto al telefono e a questo si aggiungono le incomprensioni dovute alla lingua da parte di immigrati. Nell’atto di indirizzo, conclude la consigliera, è citata anche l’attività della Protezione civile che, nell’ottobre 2020, ha raccolto la manifestazione di interesse di medici, infermieri, studenti, assistenti sanitari per supportare il sistema di contact tracing. Ma “alla chiamata della Protezione Civile per quanto ci sia stata una buona adesione da parte di medici, studenti e amministrativi, hanno risposto dando la propria disponibilità al lavoro in Emilia-Romagna solamente 78 infermieri e 54 assistenti”.

 

Ambiente e territorio