La Regione Emilia-Romagna dovrebbe rendere noto “quali controlli vengono effettuati sull’attuazione dell’asse IV del Fondo europeo per la pesca (Fep) da parte del Gruppo di azione costiera (Gac) Distretto del mare Adriatico” e “se vengano rispettate le disposizioni relative ai conflitti di interesse previsto nell’atto costitutivo del Gac”.
Lo chiedono Raffaella Sensoli e Andrea Bertani (M5s), in una interrogazione alla Giunta in cui ricordano che “l’Asse IV del Fep dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 1.387.574 euro, di cui 693.787 euro di cofinanziamento dell’Unione europea, 55.029 euro di cofinanziamento di risorse nazionali e 138.757 euro a carico del bilancio regionale” e che “l’attuazione dell’Asse IV è ricondotta ai Gac, vale a dire a gruppi locali che riuniscono partner pubblici e rappresentanti del settore della pesca e di altri settori privati selezionati attraverso avvisi pubblici e deputati all’attuazione dei Piani di sviluppo locale (Psl)”.
E tra i compiti del Gac, sottolineano Sensoli e Bertani, emerge quello di “evitare l’insorgere di conflitti di interesse nell’attuazione del Psl”: un obbligo importante, perchè, concludono gli esponenti del M5s, “le esigenze cui sono finalizzati gli interventi dell’Asse IV del Fep e, in esso, le misure del Psl relativo alla macroarea di pesca ‘Maestrale’, che comprende i territori dei Comuni costieri delle Province di Ferrara e Ravenna, sono sicuramente reali ed investono un settore contrassegnato da forti segnali di crisi, che registra un calo costante delle imprese attive e difficoltà ad operare con investimenti e progetti di qualificazione”.
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(jf)


