La Regione intervenga sul governo perché sospenda immediatamente l’autorizzazione all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato o i cui governi sono responsabili di violazioni dei diritti umani e perché solleciti le Autorità egiziane a favore del rilascio immediato dello studente Patrick Zaki e del suo rientro all’Università di Bologna. Lo chiede una risoluzione a firma della consigliera Silvia Zamboni (Europa Verde), in cui si ricorda che secondo i dati della Relazione, nel 2019 il Governo italiano ha autorizzato l’esportazione di materiale bellico per un valore di 5,17 miliardi di euro. Tra le prime dieci destinazioni ci sono quattro Paesi della Nato, due Paesi dell’Africa Settentrionale (Egitto e Algeria), due asiatici (Turkmenistan e Corea del Sud), l’Australia e il Brasile. L’Egitto è il principale cliente dell’industria italiana con 871,7 milioni di euro di commesse (nel 2018 erano 69 milioni)”. La consigliera ripercorre tutte le tappe della vicenda di Zaky e ricorda come “le Organizzazioni non Governative Rete Italiana per il Disarmo e Rete della Pace ritengono ‘gravissimo e offensivo che sia stata autorizzata la vendita di un così ampio arsenale di sistemi militari all’Egitto sia a fronte delle pesanti violazioni dei diritti umani da parte del governo del Presidente Al Sisi, sia per la sua riluttanza a fare chiarezza sulla terribile uccisione di Giulio Regeni’ e chiedono al Governo ‘di riferire il momento del rilascio di tali autorizzazioni per stabilirne la paternità e comunque di sospendere ogni trattativa di forniture militari in corso finché non sia stata fatta piena luce dalle autorità egiziane sulla morte di Regeni'”. Da qui la risoluzione di Zamboni per impegnare la Giunta “a intervenire presso il governo italiano affinché, come previsto dall’articolo 1, comma 6, della Legge 185/90, l’esecutivo nazionale sospenda immediatamente l’autorizzazione all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere; verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana; verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l’embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite o dell’Unione europea (UE); verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell’UE o del Consiglio d’Europa”. Silvia Zamboni chiede, inoltre, che la Giunta sia impegnata ad assumere “un’iniziativa nelle sedi istituzionali dell’Unione Europea al fine di mobilitare la comunità internazionale per un cessate il fuoco in tutte le aree di conflitto armato e per la ripresa delle trattative in ambito ONU per il disarmo globale”. Domanda, infine, come richiesto anche da Amnesty International, che l’esecutivo regionale “continui le azioni di sensibilizzazione presso le Autorità egiziane per il rilascio immediato e il suo rientro all’Università di Bologna dello studente Patrick George Zaki”. “
17 Luglio 2020
Diritti. Zamboni (Europa Verde): stop alla vendita di armi all’Egitto
Partendo dai casi Regeni e Zaki, la consigliera ha presentato una risoluzione contro il rifornimento bellico a quelle nazioni che violano le convenzioni internazionali e la dignità delle persone
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17 Luglio 2020


