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Digitale. Lega: “sbagliati gli aiuti regionali per combattere il divario digitale”

Michele Facci (primo firmatario) e Matteo Rancan sollevano svariati dubbi sul piano regionale di 4 milioni di euro per sostenere le famiglie più fragili dei territori montani nel combattere il digital divide

Un’aspra critica non tanto agli obiettivi dell’azione di governo e Regione Emilia-Romagna per combattere il digital divide delle zone montane, quanto al metodo adottato che finisce per privilegiare gli operatori delle telecomunicazioni a scapito dei consumatori e di specifiche categorie di esercenti”. E’ questo il punto nodale delle critiche avanzate dai due consiglieri leghisti Michele Facci (primo firmatario) e Matteo Rancan nel question time discusso stamattina nell’Aula dell’Assemblea legislativa. Facci sottolinea come la somma stanziata, che si declina in un voucher di 500 euro per ogni famiglia con ISEE al di sotto dei 20mila euro, “sarà interamente gestita dagli operatori delle TLC che decideranno unilateralmente quali prodotti destinare ai consumatori e a quali condizioni”. In fase di risposta, l’Assessore alla scuola, università, ricerca, agenda digitale Paola Salomoni ha chiarito che “il fondo a cui si fa riferimento proviene dal ministero dello Sviluppo Economico ed è destinato alla connettività, mentre i device sono strettamente funzionali ad essa”. Per quanto riguarda i dubbi sollevati sui vantaggi garantiti con questa operazione alle compagnie che operano nel settore telefonia e dati, Salomoni ha chiarito che l’elenco è stato stilato dal Mise con soggetti rispondenti a specifici requisiti. “Le risorse aggiuntive messe in campo dalla Regione -ha concluso l’assessore- hanno consentito l’ampliamento dell’elenco stilato dal Ministero anche a svariati soggetti locali”. Facci, in fase di replica, ha ribadito che contesta il metodo adottato per questa operazione. “Per un’operazione realmente in favore delle famiglie e non lesiva della concorrenza e del libero mercato -conclude l’esponente della Lega- bisognava dare il voucher nelle mani delle famiglie, garantendo la libertà di scelta”. “

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