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Covid. Multe a senzatetto “perché non restavano a casa” e assistenza sanitaria, ok Aula a proposta Pd

Votato a maggioranza il documento a prima firma Mumolo. Lega: “Un tema bandiera, non si trova mai soluzione”. ER Coraggiosa: “Evitiamo si creino nuovi focolai nei dormitori”

Fermare le multe ai senzatetto, ricevute in tempi di Covid-19 per il solo fatto di essere fuori casa, e garantire assistenza sanitaria, consentendo l’accesso immediato alle cure. La risoluzione del Partito democratico, a prima firma Antonio Mumolo, è stata votata dall’Aula. La risoluzione è di due mesi fa- ha spiegato l’esponente dem- ma ancora attuale, perché le persone senza fissa dimora sono fra le più vulnerabili”. Le multe per chi non restava a casa (anche se una casa non ce l’aveva) andavano dai 280 ai 400 euro, “dunque viene da sé- ha detto Mumolo- che si chieda anche di dare una mano a queste persone perché trovino una casa”. Ma di pari passo viaggia anche l’emergenza sanitaria: “Il rischio è che possa crearsi un nuovo focolaio se queste persone sono in dormitori o per strada, dunque presenterò anche un progetto di legge perché queste persone abbiano assistenza sanitaria”. Ma le opposizione non sono d’accordo. Secondo Daniele Marchetti (Lega) “un tema simile è stato affrontato anche nella passata legislatura e ricordo che quel documento venne votato anche con un nostro emendamento, ma devo dedurre che non è stato fatto nulla. Non vorrei che diventasse un tema ‘bandiera’, ma poi non viene fatto nulla e ogni tanto viene tirato fuori, con estremo buonismo. Non diciamo che le cure non devono essere garantite, avevamo anche presentato un emendamento per essere costruttivi. Ma se non si trova mai uno sbocco pratico diventa inutile discuterne”. Per Marco Lisei di Fratelli d’Italia “la premessa da cui parte questa risoluzione sono i verbali ai senzatetto ma non si possono fare multe ad alcuni soggetti e ad altri no”. Inoltre, secondo l’esponente Fdi, “chi ha presentato questa risoluzione sta dicendo che il sistema sanitario non ha garantito le cure ai senzatetto, ma si è sempre detto che il nostro sistema sanitario era il migliore”. Dunque, secondo il consigliere, “se il tema della residenza è reale, forse il problema non esiste. O se esiste, è perché ci sono delle lacune. Forse a qualcuno fa anche comodo vivere in quelle condizioni”. Una ricostruzione criticata da Mumolo, che lo invita “a fare un giro nei dormitori bolognesi, così può chiedere a queste persone se è una scelta o se sono diventati poveri. Un tempo c’erano anche problemi di tossicodipendenza, ora sono persone povere, genitori separati o persone che sono state licenziate”. Anche secondo Federico Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) “il tema non è superato, non bisogna allentare la guardia e bisogna mettere a disposizione risorse finanziarie per accompagnamento a screening e cure perché non si diffondano focolai”. Silvia Zamboni (Europa Verde) sottolinea come “sia utile capire la natura di questa risoluzione e bisogna distinguere sicurezza legale da sicurezza sanitaria”. “Bisogna superare i pregiudizi”, secondo Giulia Pigoni (lista Bonaccini) e “noi tutti, essendo istituzione, dobbiamo dare un segno concreto, a partire dal rendere fruibili i diritti”, ha rimarcato Igor Taruffi (ER Coraggiosa). “

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