La Giunta “sollevi la questione di ‘costituzionalità’ sul cosiddetto decreto ‘salva banche’, in contrasto con gli articoli 47 e 117 della Costituzione”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, sono Alan Fabbri (primo firmatario) e Marco Pettazzoni, consiglieri della Lega nord.
Lo scorso 22 novembre, il Consiglio dei ministri, si legge nel documento, “ha approvato il decreto legge numero 183 recante disposizioni urgenti per il settore creditizio. Il provvedimento realizza la prima azione di risoluzione nell’ordinamento bancario italiano”, secondo uno schema che prevede, evidenziano i consiglieri, “l’assorbimento primario delle perdite accumulate dagli enti in crisi tramite azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate”.
Nello specifico, il decreto contiene “le norme procedimentali necessarie ad agevolare l’implementazione delle procedure di risoluzione di quattro banche: Cassa di risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca dell’Etruria e del Lazio e Cassa di risparmio di Chieti”.
“Centinaia di investitori e risparmiatori di Cariferrara- sottolineano Fabbri e Pettazzoni-, per un ammontare complessivo di 78 milioni di euro, hanno visto il proprio ‘bond’ completamente azzerato, senza margini di recupero o trattativa, poiché, come scrive Bankitalia nel provvedimento del 22 novembre, ‘tutti i diritti sono estinti’. La prima stima parla di almeno 450-500 possessori di obbligazioni subordinate (due le emissioni al centro del provvedimento, quelle in scadenza rispettivamente il 1^ agosto e il 1^ dicembre 2016), per somme anche molto rilevanti”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(cr)


