Digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale. Contrasto alle disparità generazionali e di genere nonché contrasto a quelle territoriali. Interventi che, “declinati” sull’Emilia-Romagna, comportano scelte riguardanti la riqualificazione del Delta del Po, la piantumazione di alberi, il controllo e contrasto dell’inquinamento atmosferico, nuove infrastrutture digitali e miglioramento della rete dei trasporti ferroviari. Poi ancora: la riduzione delle diseguaglianze nelle aree interne e in Appennino; un serrato contrasto alle disparità di genere e il potenziamento del sistema sanitario a partire dalle criticità emerse durante la pandemia, mettendo al centro le cure domiciliari e le Case della salute. Scelte che andranno di pari passo con gli obiettivi di mandato della Giunta Bonaccini, che punta a una Regione intelligente, attrattiva e solidale.
“L’Emilia-Romagna è pronta ad accogliere e far fruttare le opportunità (e i finanziamenti) del Piano nazionale di ripresa e la resilienza (Pnrr): anche le scelte in materia di sanità (Case della sanità territoriali, potenziamento dell’assistenza domiciliare, ndr) sono in perfetta linea con le scelte e gli obiettivi della nostra Regione. Siamo pronti per sottoscrivere un patto per la semplificazione con tutti i soggetti interessati”. Il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Davide Baruffi ha così presentato nel corso della Commissione Economia presieduta da Manuela Rontini le linee strategiche del Pnrr predisposto dal governo Draghi per utilizzare i fondi europei messi a vario titolo a disposizione per superare la crisi economica prodotta dal Coronavirus.
“A dieci giorni dalla consegna del Piano all’Unione Europea per le valutazioni e le decisioni sul prosieguo dei lavori possiamo rilevare alcuni punti chiari: il Pnrr proposto dal governo è di oltre 235 miliardi di euro che vanno utilizzati entro il 2026. A questi fondi se ne aggiungono altri per la ripresa”, spiega Baruffi che, citando alcune delle specifiche ‘voci’ sottolinea come oltre 59 miliardi siano destinati ai temi ambientali e culturali, oltre 40 miliardi alla digitalizzazione, altrettanti all’inclusione sociale e oltre 20 miliardi alla sanità.
Il Sottosegretario insiste sul fatto che fra gli obiettivi c’è la riduzione degli oneri e dei vincoli burocratici per permettere l’utilizzo di tutte le risorse previste dal Pnrr in investimenti produttivi e realizzati celermente. “Bisogna anche prevedere un sistema fiscale più equo e più efficace e un modello più forte di ammortizzatori sociali”, spiega Baruffi che ricorda l’importanza di “aumentare l’efficacia delle politiche pubbliche per spendere bene e in fretta le risorse: le singole amministrazioni sono responsabili dei propri investimenti, Regioni e Enti Locali sono quindi responsabile di quello che fanno e compito delle Regioni è controllare efficacia e coerenza”.
Dal canto suo la Presidente Rontini sottolinea come “siamo impegnati a capire quali effetti avranno sull’Emilia-Romagna i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per affrontare le conseguenze della pandemia da Coronavirus: è simbolico che questa riunione della Commissione arrivi il giorno dopo la Festa dell’Europa e il giorno prima della riunione dell’Assemblea legislativa dedicata alla Sessione europea”.
La relazione del Sottosegretario ha provocato un serrato confronto con le forze politiche.
“Le Regioni non sono state ascoltate, la nostra Regione non è stata ascoltata”, spiega Stefano Bargi (Lega), che vuole sapere “come la Regione spenderà le risorse che avrà a disposizione e quante effettivamente saranno: l’Assemblea va coinvolta maggiormente, non può essere tutto in capo alla Giunta”. Sulla stessa linea il collega di partito Massimiliano Pompignoli: “Vogliamo comprendere cosa la Regione ha chiesto governo: il primo aprile scorso la Giunta mi ha detto che la Regione non ha chiesto nulla nello specifico al governo. Ora -incalza il leghista- vogliamo sapere cosa la nostra Regione ha chiesto al governo. Questo nonostante le Giunte itineranti sul territorio in cui il presidente Bonaccini andava dicendo che era sui territori per raccogliere richieste e istanze, salvo poi scoprire che non c’erano nemmeno i soldi per gli aeroporti come, invece, ad esempio, aveva chiesto il territorio forlivese”.
Incentrato sull’importanza della parità di genere, invece, l’intervento di Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa): “E’ un obiettivo che va presieduto, non deve essere disatteso né essere poco visibile; inoltre, bisogna lavorare duramente per superare il divario di genere”. Mentre Silvia Zamboni (Europa Verde) ribadisce come “stiamo parlando di risorse molto importanti per avviare una vera transizione ecologica e non una ‘finzione ecologica’ come è avvenuto a livello nazionale. Bisogna anche essere pronti a far fronte al calo di posti di lavoro che una forte digitalizzazione del sistema comporta: bisogna riqualificare e rioccupare il personale”.
Per Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) “il successo del Pnrr (e quindi anche il successo della transizione ecologica, ndr) è direttamente proporzionale anche al ruolo e all’impegno delle Regioni: dobbiamo avere un ruolo e deve essere un ruolo ambizioso”.
Netto l’intervento di Palma Costi (PD): “Oggi abbiamo un Pnrr definitivo e questo è frutto anche del lavoro della Regione; da domani il nostro compito è aprire un confronto con l’Assemblea per la miglior definizione dei progetti e della loro ricaduta sui nostri territori”.
Per Marco Mastacchi (Rete Civica) “Il documento presentato è condivisibile nelle sue linee strategiche, ma manca una declinazione puntuale dei progetti che verranno finanziati: è arrivato il momento di sapere quando avremo l’elenco delle opere. C’è molta attenzione sul tema sanitario: la pandemia ci ha ricordato l’importanza di un sistema sanitario territoriale. Ora occorre avere una declinazione operativa dei progetti e non solo, come avviene dall’Europa in giù, annunci roboanti”.
(Luca Molinari)


