L’Assemblea legislativa regionale ha bocciato il progetto di legge presentato da Tommaso Foti (Fdi-An) che chiedeva l’esposizione del crocifisso nei locali dell’ente Regione (titolo: ‘Norme in materia di esposizione del crocifisso negli edifici e nei locali degli immobili utilizzati dalla Regione e da enti da essa dipendenti o a essa funzionali’): contraria la maggioranza, Pd e Sel, sì di Ln, Fi e Fdi-An, mentre il M5s è uscito dall’Aula annunciando di non voler partecipare all’esame e al voto sull’atto (“abbiamo problemi più seri da affrontare”).
Secondo Foti (Fdi-An), “non c’è nessuna strumentalizzazione, il crocifisso è simbolo della civiltà e della cultura cristiana e ha quindi valore universale, indipendente da una specifica credenza religiosa, esprime l’elevato fondamento dei valori civili presenti nell’ordinamento statuale italiano. Con il suo significato spirituale, porta in sé i valori dell’identità storica e culturale, di fratellanza, di pace e di giustizia. Il progetto di legge- ha spiegato in Aula- da un punto di vista meramente istituzionale, è coerente con lo statuto della Regione Emilia-Romagna quando circoscrive tra i propri obiettivi il riconoscimento e la valorizzazione delle identità culturali e delle tradizioni storiche che caratterizzano le comunità residenti sul proprio territorio”.
“Lo statuto della Regione Emilia-Romagna- ha affermato Paolo Calvano (Pd)- nel preambolo esplicita in modo chiaro la consapevolezza che abbiamo del nostro ‘patrimonio culturale, umanistico, ideale e religioso e dei principi di pluralismo e laicità delle istituzioni’, e, in particolare, afferma ‘il riconoscimento della pari dignità sociale della persona, senza alcuna discriminazione per ragioni di genere, di condizioni economiche, sociali e personali, di età, di etnia, di cultura, di religione, di opinioni politiche, di orientamento sessuale’. Risulta pertanto strumentale la presentazione di un progetto di legge sull’esposizione del crocifisso nei locali dell’ente regionale”.
Alan Fabbri (Ln) ha ribadito “la necessità di affrontare il tema della difesa della nostra cultura, in un’ottica di integrazione”, criticando “la scelta dell’amministrazione di sinistra del Comune bolognese di Casalecchio di Reno di escludere la presenza di simboli religiosi nell’ingresso del nuovo cimitero”, chiedendo, in merito, il giudizio della maggioranza regionale.
D’accordo anche Galeazzo Bignami (Fi),che ha rimarcato il fatto che “tutto ciò che afferisce alla tradizione di una cultura e di un popolo non potrà mai essere inutile”. “I valori- ha aggiunto- non possono essere negoziabili”.
Nel suo intervento, l’esponente di Fi si era ricollegato alle precedenti affermazioni di Igor Taruffi (Sel), che aveva definito “un costo della politica perdere tempo in discussioni di questo tipo. Abbiamo- aveva aggiunto- problemi più seri da affrontare”. Anche Raffaella Sensoli (M5s) ha criticato la scelta di trattare il progetto di legge Foti, annunciando “la non partecipazione alla discussione da parte del M5s”, chiedendo a tal proposito all’Assemblea legislativa di “affrontare i problemi dei cittadini”.
Sul tema, il Pd ha chiesto di abbinare al documento Fdi-An una risoluzione, primo firmatario il capogruppo, Stefano Caliandro: nel documento si afferma che “argomenti di tale valore simbolico, come l’esposizione del crocifisso, devono essere trattati con la delicatezza e la capacità di ascolto reciproco che essi meritano, collocandoli nel quadro di una legislazione attenta a promuovere la crescita della comunità civile e il suo riconoscersi in valori comuni, nel pieno rispetto delle tradizioni e delle consuetudini, nonché della serena convivenza tra le ispirazioni diverse presenti nella società”. Per Caliandro, “la decisione di esposizione del crocifisso in uffici e luoghi pubblici non può essere oggetto di obblighi o di divieti a priori definiti in sede politica, che finirebbero per alimentare sterili contrapposizioni ideologiche piuttosto che favorire dialogo e rispetto delle differenze culturali e religiose”.
Gli altri sottoscrittori dell’atto sono i consiglieri Pd Paolo Calvano, Giuseppe Boschini, Ottavia Soncini, Manuela Rontini, Francesca Marchetti, Barbara Lori, Roberta Mori, Giuseppe Paruolo, Roberto Poli, Mirco Bagnari, Valentina Ravaioli, Luca Sabatini, Gianni Bessi, Luciana Serri, Paolo Zoffoli, Enrico Campedelli, Massimo Iotti e Alessandro Cardinali.
Il documento è stato approvato con il sì del Pd, l’astensione di Sel e il voto contrario di Ln, Fi e Fdi-An, mentre il M5s non ha partecipato alla votazione.
(cr)


