“Limitati episodi e accentuazioni polemiche rischiano di oscurare, nella percezione diffusa, il clima generale di accoglienza, di rispetto e di dialogo tra diverse concezioni e visioni esistenziali che caratterizza le scuole della nostra regione”. L’assessore alla scuola, Patrizio Bianchi, cita il vicedirettore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, Stefano Versari, nel rispondere in Aula a una interpellanza presentata dal Gruppo della Lega nord, primo firmatario Fabio Rainieri, circa “il laicismo attuato nelle scuole pubbliche” e le iniziative da adottare nelle stesse “per difendere i simboli e le tradizioni cristiane”.
Il caso, alcune settimane fa, della rimozione del crocefisso da un’aula a Bologna ha fatto sì che alcuni dirigenti scolastici chiedessero all’Ufficio scolastico regionale indicazioni sui riferimenti normativi in materia. “Il tema, tuttavia- si legge in una nota di Versari allegata alla risposta fornita dall’assessore- non può essere rubricato come mera problematica di arredo scolastico o solo come elenco di enunciazioni in punta di diritto. Quando si agisce in ambito educativo, infatti, ogni argomento deve assumere sia una valenza di ordine etico, sia un respiro generativo. La scuola- precisa- non vive nei divieti e neppure negli obblighi, per quanto essi possano essere talvolta necessari”. La competenza, sottolinea Bianchi, è dell’Ufficio scolastico regionale, primo referente dei presidi, e su questo Versari dice di “non dubitare” sul fatto che gli operatori della scuola sapranno agire con “pienezza di responsabilità e competenza” nelle singole circostanze. “Trattandosi di aspetti che toccano gli orientamenti religiosi e le sensibilità individuali, occorrerà esercitare delicatezza e prudenza, evitando di determinare situazioni conflittuali e al contempo realizzando ogni possibile azione deflattiva”, afferma Versari.
Nella sua replica, Rainieri si dice “non d’accordo con l’assessore. La sensibilità di uno studente non la si urta facendo valere le nostre tradizioni- spiega- e togliere un presepe o vietare la possibilità di mettere segnali della cultura di un Paese credo ostacoli l’integrazione e la formazione di un bambino o di un ragazzo”.
Gli altri firmatari dell’interpellanza sono i consiglieri: Daniele Marchetti, Stefano Bargi, Gabriele Delmonte, Massimiliano Pompignoli, Alan Fabbri, Matteo Ranca, Andrea Liverani, Marco Pettazzoni.


