Galeazzo Bignami (Fi) ha presentato una interrogazione alla Giunta sulla gestione del parcheggio sotterraneo dell’Autostazione di Bologna.
Scrive il consigliere che Autostazione di Bologna srl è una società a carattere totalmente pubblico, partecipata per il 66,89% dal Comune di Bologna e per il 33,11% dalla Città Metropolitana, che ha per oggetto esclusivo la gestione della stazione terminale di partenza e di transito di tutti gli autoservizi pubblici di linea in concessione facenti capo alla città di Bologna. Fra le sue dotazioni infrastrutturali, l’Autostazione dispone di due ampi parcheggi a pagamento, attualmente gestiti da una società terza: fra i due, il parcheggio sotterraneo risulta essere il più ampio, con una capienza massima di 310 vetture, possibilità di sosta illimitata, orario di apertura 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.
L’interrogante rileva come la Società Area Blu Spa, nata nel 1996 per gestire la sosta nel centro storico di Imola, e trasformatasi nel 2004 in Società in house providing di proprietà del Comune di Imola e del Con. AMI (Consorzio di Comuni a totale capitale pubblico), “risulta a oggi partecipata dalla Città Metropolitana di Bologna per il 7,14%”; Bignami solleva l’attenzione sul fatto che Autostazione di Bologna srl pare “intenzionata ad affidare prossimamente ad Area Blu Spa la gestione del parcheggio sotterraneo”, e ciò potrebbe avvenire senza bando di gara, facendo venir meno il principio di trasparenza e di concorrenza e aprendo “ulteriori dubbi legati all’opportunità politica che una società partecipata dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna” possa gestire quell’impianto.
Bignami denuncia un “meccanismo di scatole cinesi” che, negli anni, ha portato più volte il “controllore” a coincidere con il “controllato”, e chiede alla Giunta quale sia la corretta procedura cui una società quale Autostazione srl deve ricorrere per affidare la gestione del suo parcheggio sotterraneo; chiede, inoltre, se la Regione intenda legiferare o varare linee guida per salvaguardare il principio di trasparenza e di concorrenza all’interno delle procedure relative ai bandi di assegnazione pubblici e per mettere fine a eventuali conflitti di interesse in tali procedure.
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(rg)


