Più di trentamila i giovani che ogni anno sono entrati nel mercato del lavoro grazie all’apprendistato, sedicimila i giovani avviati al lavoro da un tirocinio ogni 12 mesi con percentuali di inserimento che superano il 70%, tra i dodicimila e i quattordicimila gli utenti che ogni anno usufruiscono del collocamento mirato. Sono le cifre fornite dai tecnici dell’assessorato al Lavoro questo pomeriggio alla commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, durante la loro relazione riguardante la clausola valutativa delle legge regionale “Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro”, relativamente al triennio 2012-2014.
Una relazione che, secondo Piergiovanni Alleva (AltraER), è “per forza di cose datata, perché risale a prima dell’introduzione del Jobs Act: dobbiamo prendere atto che il quadro è completamente mutato, ed è mutato molto in peggio”. Per il consigliere, in particolare, “l’apprendistato viene santificato, ma in molti casi viene usato in una maniera che non può essere approvata, e anche il tirocinio nel terziario non avanzato altro non è che il classico strumento di sfruttamento del lavoro precario: è mancata una vera politica espansiva dell’occupazione, e la Regione dovrà preoccuparsi nel concreto di avere patti per il lavoro, cioè i contratti collettivi”.
Giuseppe Boschini (Pd), pur riconoscendo “il momento particolare per chi opera nei servizi per il lavoro, sia per la situazione occupazionale particolarmente difficile sia per la fase di transizione delle compentenze, in cui è giusto dare la precedenza ai lavoratori che alle compilazione delle clausole valutative”, ha sottolineato come “la clausola pare sbilanciata più sull’osservazione del mercato del lavoro che sull’effettivo applicazione degli strumenti che la legge mette a disposizione: spero che fra tre anni ci guidi di più nel capire se c’è qualcosa da rivedere nelle nostre politiche”.
(jf)


