Aggiornare i piani di gestione del rischio di alluvioni.
La richiesta arriva dalla Lega, con un’interpellanza a prima firma Michele Facci, discussa in aula. Atto sottoscritto anche da Emiliano Occhi, Massimiliano Pompignoli, Simone Pelloni, Gabriele Delmonte e Fabio Rainieri.
In particolare, i leghisti voglio sapere se le classificazioni adottate sul tipo di interventi programmati (critical, very high e high) siano ancora attendibili.
Nel programma collegato ai piani di gestione del rischio di alluvioni, sottolinea Facci, “erano indicati interventi da attivare anche in quelle aree interessate dagli eventi alluvionali di maggio, come, ad esempio, lavori sul Santerno (con priorità high) e sul Lamone (con priorità critical)”.
La risposta arriva in aula della vicepresidente e assessore all’Ambiente Irene Priolo: “Gli interventi indicati nei piani di gestione del rischio alluvione devono essere realizzati entro sei anni, arco di tempo in cui si aggiorna il programma, la metodologia adottata prevede delle priorità: le mappe di pericolosità, dopo quanto accaduto (che non ha precedenti statistici), andranno necessariamente riviste”.
La replica di Facci: “Occorre un’organizzazione differente, con quello che è successo sono state messe a nudo le nostre inefficienze, tanti organismi che si occupano della materia, ma i piani non sono aggiornati”.
(Cristian Casali)