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Medici cileni in visita in Assemblea legislativa

Una sessantina di professionisti interessati da un progetto di scambio tra le Università di Bologna e del Cile. Uber Alberti (Universidad Andres Bello): “Il sistema sanitario dell’Emilia-Romagna è identificato come un modello di riferimento da cui attingere per introdurre migliorie nel sistema sanitario cileno”

“Anche questo incontro conferma l’importanza della sanità, della ricerca scientifica e della possibilità di tutte le persone di potersi curare indipendentemente dalle loro condizioni economiche. Se abbiamo superato la fase acuta del Covid lo dobbiamo al fatto di aver avuto un sistema di sanità pubblica e per questo oggi tutte le Regioni chiedono più risorse per la sanità”. La presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti ha così accolto una delegazione di una sessantina di medici cileni che, confermando una tradizione più che decennale, hanno fatto tappa in viale Aldo Moro all’interno delle attività di scambio accademico e scientifico che intercorrono tra la Scuola Superiore di Politiche per la Salute dell’Università di Bologna (SSPS) e l’Istituto di Salute Pubblica dell’Università Andres Bello del Cile (UNAB).

Il “Master Universitario in Salute Pubblica” organizzato dall’Istituto di Salute pubblica dell’Università cilena “Andres Bello”, infatti, prevede visite di studio o scambi a carattere scientifico con lo scopo di conoscere il sistema sanitario italiano e le sue strutture. “Il sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna è identificato come uno dei modelli sanitari di riferimento e quindi esiste un loro chiaro interesse nell’approfondirne la conoscenza. Il percorso di scambio coinvolgerà medici clinici, di organizzazione sanitaria e professionisti del settore sanitario che sono guidati dal coordinamento scientifico della professoressa Maria Pia Fantini dell’Università di Bologna”, spiega nel suo messaggio di saluto il professor Uber Alberti, dell’Universidad Andres Bello Cile, per il quale “la sanità emiliano-romagnola si conferma come strumento di conoscenza, formazione e scambio professionale nonché come risorsa da cui attingere per introdurre migliorie nel sistema sanitario cileno”.

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(Luca Molinari)

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