COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente Parma. Lega: “Considerare tutti i fabbisogni del territorio per l’invaso sull’Enza”

Interrogazione a prima firma Emiliano Occhi e sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Gabriele Delmonte e Maura Catellani per l’invaso che dovrebbe essere realizzato al confine tra le province di Parma e Reggio Emilia

“Per quale motivo il quadro delle esigenze che stanno alla base dell’intervento per la realizzazione dell’invaso a uso plurimo sul fiume Enza non tiene conto dei fabbisogni idroelettrici e di ritenzione delle piene?”.

A porre il quesito è la Lega con un atto ispettivo a prima firma Emiliano Occhi e sottoscritto anche dai colleghi Gabriele Delmonte e Maura Catellani esaminato negli odierni lavori della commissione Territorio, Ambiente e Mobilità presieduta da Stefano Caliandro.

Rifacendosi alle valutazioni di due docenti di Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia), i leghisti ricordano come la capacità di un invaso sul fiume che segna il confine tra i territori di Parma e Reggio Emilia dovrebbe ammontare a oltre 100 milioni di metri cubi per soddisfare anche le necessità idroelettriche e trattenere le acque in caso di alluvioni. A fronte di queste necessità, i consiglieri della Lega chiedono quindi “perché nel quadro delle esigenze del piano regionale tutela acque per questo intervento non si tiene conto di queste peculiarità”.

I consiglieri, inoltre, chiedono all’esecutivo regionale “se ritenga che il perdurare dello sfruttamento intensivo di acque sotterranee a uso irriguo previsto nel quadro delle esigenze non sia in contrasto con gli obiettivi di riduzione dello sfruttamento previsto dal nuovo piano di tutela delle acque e se, alla luce degli eventi alluvionali in Romagna e degli obiettivi del Pta (Piano tutela acque) e del Pgra (Piano gestione rischio alluvioni), gli invasi debbano avere anche un’importante funzione di ritenzione delle piene”.

Esortazione finale alla giunta, infine, quella di aggiornare il novero delle richieste dell’intervento sull’Enza e ricomprendere tutte le funzioni riassunte in: uso irriguo, idropotabile, industriale, di produzione idroelettrica e di ritenzione delle piene.

Ha risposto la vicepresidente e assessore all’Ambiente Irene Priolo che, numeri alla mano, ha escluso l’uso delle acque sotterranee del fiume, ha ribadito come sia necessario approfondire la conoscenza sui depositi idrici dell’Enza prima di decidere come metterne in tutela l’area e se sia conveniente o meno la produzione di energia idroelettrica nell’area.

Ascoltate le parole di Priolo, Occhi si è detto insoddisfatto: “Temo che per accontentare una parte minoritaria delle forze politiche che appoggiano la giunta regionale si voglia fare a priori un progetto al ribasso”.

(Luca Boccaletti)

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