L’Aeroporto di Bologna e l’Asl locale hanno stipulato una convenzione che “esclude l’impiego di personale medico, prevedendo solo la presenza di personale infermieristico”, ma ciò “non è rispettoso delle prescrizioni previste dalle Linee guida dell’Ente nazionale aviazione civile” in cui “risulta chiaro il riferimento alla presenza di personale medico di presidio”.
A sollevare il caso è Galeazzo Bignami (Fi), in una interrogazione alla Giunta in cui chiede di “intervenire per ripristinare i livelli previsti dalle Linee guida”, perché tale assetto “comporta degradazioni dell’aeroporto rispetto agli standard qualitativi e strutturali previsti dalla normativa di settore” e “pare rispondere più ad esigenze di risparmio che ad esigenze di rispetto della normativa di settore in materia di organizzazione di presidi di emergenza sanitaria, anche in ambito aeroportuale”. Il consigliere inoltre sottolinea come l’accordo tra Asl ed aeroporto “ribalti poi sui presidi territoriali ordinari le esigenze di intervento eventualmente suscitate da interventi richiesti in aeroporto”, e domanda quindi “se i costi derivanti dal trasferimento dei pazienti non più visitabili in aeroporto, ma trasferiti al Maggiore, siano stati previsti a carico di Aeroporto di Bologna spa o siano invece un nuovo ed ulteriore onere economico a carico del servizio pubblico”.


