In Italia il fenomeno del gioco d’azzardo “è oggi, uno dei più allarmanti dal punto di vista della pericolosità sociale”, anche a fronte dell’“espansione senza precedenti che ha avuto negli ultimi anni”, sia sul piano del “volume delle somme in denaro che movimenta”, sia “per il numero di persone che coinvolge”.
Lo segnalano i cinque consiglieri del Movimento 5 stelle, Giulia Gibertoni, Raffaella Sensoli, Andrea Bertani, Gian Luca Sassi e Silvia Piccinini, in una interrogazione rivolta alla Giunta regionale, in cui ricordano che la dipendenza da gioco d’azzardo colpisce soprattutto le fasce più deboli della società e attira sempre più l’interesse delle mafie e della microcriminalità: un problema da affrontare “con la massima attenzione e urgenza a livello di prevenzione, culturale e sociale, e a livello normativo”.
“La politica adottata dalle Istituzioni pubbliche, tuttavia, – aggiungono i firmatari – appare fortemente contraddittoria, per non dire schizofrenica” in quanto favorisce da un lato una “maggiore liberalizzazione nell’accesso al gioco” e dall’altro lato “una maggiore repressione e controllo”.
I consiglieri citano anche la legge 23 del 2014, “Disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”, che “all’articolo 14 delega il Governo ad attuare il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici”. Il Governo, a questo proposito, avrebbe elaborato una bozza di regolamentazione, rendendola tuttavia “disponibile” per il confronto e le modifiche – si legge nel testo – “solo ai rappresentati delle categorie dell’industria dei giochi d’azzardo”, ma non alle associazioni e ai comitati che lottano contro la dipendenza da gioco d’azzardo, né ai parlamentari che intendono seguire l’iter e le modifiche della bozza.
Il testo della bozza concordata con le categorie imprenditoriali del gioco d’azzardo – scrivono i consiglieri – aprirebbe le porte, tra le altre cose, a “una lucrosa ristrutturazione di un mercato in crisi” e alla “possibilità di espandersi indiscriminatamente”.
Gli esponenti grillini ricordano anche che la Regione Emilia-Romagna, con la legge 5/2013, si è dotata di norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. In occasione dell’approvazione di quella norma, -evidenziano – l’Assemblea legislativa licenziò anche un ordine del giorno, dove si sottolineavano le priorità per contrastare il gioco d’azzardo patologico. Il testo invitava la Giunta a sollecitare il Governo su diversi fronti, tra cui quello di introdurre una norma per “maggiorare la tassazione sul gettito derivante dal gioco lecito, in particolare per quanto riguarda le nuove forme di gioco mediante apparecchi elettronici e telematici”.
In realtà, questo il timore dei firmatari, la bozza di regolamentazione del Governo, qualora divenisse il testo definitivo, “renderebbe improduttive di effetti le leggi regionali e le delibere comunali faticosamente approvate in questi anni”.
I consiglieri chiedono quindi alla Giunta se non ritenga opportuno proporre come prioritario, nelle sedi di confronto della Regione con il Governo, il contrasto al gioco d’azzardo patologico, chiedendo di introdurre una norma per maggiorare la tassazione sul gettito derivante dal gioco lecito, in particolare per quanto riguarda le nuove forme di gioco con apparecchi elettronici e telematici, e di avviare la loro graduale radicale eliminazione, senza prevedere alcuna forma di sostituzione con altre apparecchiature, come per esempio gli apparecchi analoghi alle Videolottery.
Un’altra richiesta, infine, riguarda l’introduzione del divieto di qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da giochi e di attrazione e riguardanti le nuove forme di gioco mediante apparecchi elettronici e telematici. (AC)


