La Regione Emilia-Romagna dovrebbe “provvedere all’armamento degli agenti di polizia municipale, e al necessario addestramento per garantire l’autodifesa e la difesa dei cittadini”, perché è necessario “riconoscere di fatto i compiti di sicurezza e le difficoltà operative della categoria”.
A chiederlo è Galeazzo Bignami (Fi), in una risoluzione all’Assemblea legislativa con cui impegna la Giunta regionale anche a “reintegrare il riconoscimento della causa di servizio e di un equo indennizzo” per gli agenti, dal momento che “ad oggi gli agenti di polizia municipale, vengono quasi equiparati ai colleghi impiegati delle amministrazioni comunali” e quindi “nella malaugurata ipotesi che un operatore durante un turno di lavoro venisse gravemente infortunato o addirittura perdesse la vita, alla famiglia non è riconosciuto nessun tipo di risarcimento”.
Secondo il consigliere, infatti gli agenti di Polizia municipale “presidiano le strade a loro rischio e pericolo”, visto il fatto che “in casi di aggressione o invalidità gli viene negata la causa di servizio, indennità riconosciuta invece agli appartenenti del comparto sicurezza”. Il tutto, conclude Bignami, mentre “con l’aumento quotidiano della micro criminalità è sempre più importante una funzione di prevenzione e presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine”.


