Quali iniziative intende assumere la Giunta per affrontare la situazione di emergenza in cui versa l’ospedale Sant’Anna a Cona, nel ferrarese? Lo chiede la consigliera Raffaella Sensoli (M5s) in una interrogazione, dove sollecita l’esecutivo regionale a costituire una commissione d’indagine sullo stato della struttura e su eventuali responsabilità.
La consigliera, ricordando di aver effettuato di recente una visita ispettiva al nosocomio ferrarese insieme a una collega parlamentare, segnala “che per la sua costruzione ci sono voluti 21 anni e 300 milioni di euro e rileva che l’edificio è totalmente decentrato rispetto alla posizione strategica del precedente ospedale Sant’Anna, da cui partivano tutte le ambulanze, mentre nell’attuale ospedale di Cona non sarebbe presente alcuna postazione fissa di ambulanze”.
La consigliera riferisce inoltre che l’apertura dell’ospedale è stata rimandata “numerosissime volte” e che la vicenda “è nelle aule dei tribunali da molti anni, basti pensare che, prima che la struttura aprisse, si contavano 13 imputati per truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio tra imprenditori e funzionari pubblici coinvolti”.
Nel corso dell’ispezione, avrebbe poi rilevato “infiltrazioni d’acqua, muffa sui muri, calcestruzzo e cemento che si sgretolano, trappole per topi vicino alle cucine, travi corrose dalla ruggine, stalattiti di calcare, imbuti sulle pareti per raccogliere l’acqua collegati a tubi tramite i quali l’acqua defluisce a terra” nel piano che si estende per circa due chilometri quadrati, a circa 6,80 metri sotto il livello del parcheggio, dove sono ubicate le cucine, lavanderie e gli spogliatoi del personale infermieristico. “Per nascondere questa situazione- aggiunge- sarebbero stati montati pannelli provvisori per l’intera lunghezza del corridoio sotterraneo il cui costo sarebbe di circa cento mila euro”.
Sensoli punta quindi il dito sulle infrastrutture ancora non completate: “Chi non può utilizzare un’automobile- spiega- può raggiungere l’ospedale con una sola linea di autobus che non circola di notte. Per di più, nel gennaio 2015, la Procura avrebbe riaperto il fascicolo sulla querela che riguardava gli appalti dell’ospedale di Cona e, in particolare, i costi dei servizi no-core appaltati per trent’anni a una società che da 23 milioni all’anno, previsti nel primo contratto nel 2006, sono aumentati fino a 53 milioni dichiarati nell’ultimo bilancio di previsione”. “Trenta milioni in più per i prossimi 30 anni di gestione- sottolinea- per un totale di circa 900 milioni di euro non previsti nel contratto iniziale: sommando quindi i costi di costruzione a quelli delle infrastrutture a quelli per i servizi no-core si arriva a circa 2 miliardi di euro, pari a un quarto del fondo sanitario regionale annuale”.
Sensoli ribadisce anche che l’ex direttore dell’ospedale avrebbe minimizzato il problema parlando di “normali infiltrazioni d’acqua”, che l’attuale direttore “è stato in precedenza direttore generale dell’assessorato regionale e quindi dovrebbe essere a conoscenza dello stato dell’arte” e che “risulta rinviato a giudizio in processi riconducibili al suo precedente ruolo”.
La consigliera domanda quindi alla Giunta quali azioni intenda intraprendere per accertare a chi si debbano ascrivere le responsabilità per una situazione di tale gravità e quali provvedimenti intenda assumere se i responsabili ricoprano a tutt’oggi ruoli dirigenziali. (AC)


