Nella seduta di ieri pomeriggio della commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, si è svolta l’informativa dell’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, sullo stato di avanzamento del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020.
“Il Programma”, ha affermato l’assessore, “si pone l’obiettivo di stimolare la competitività del settore agricolo, di garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, di attuare azioni di contrasto ai cambiamenti del clima e al dissesto idrogeologico, di realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali”. I fondi, nazionali ed europei, previsti nel periodo 2014-2020 per l’Emilia-Romagna, ha ricordato Caselli, “ammontano a circa 1,2 miliardi di euro, a cui si somma il cofinanziamento della Regione di oltre 200 milioni di euro per l’intero settennato, vale a dire 100 milioni in più rispetto al precedente Psr”.
Quanto ai tempi e alle modalità di approvazione definitiva del Psr da parte dell’Unione europea, sulle cui osservazioni al documento della Regione diversi consiglieri avevano chiesto conto alla Giunta, l’assessore ne ha ricostruito l’iter. In sintesi, l’Ue ha ravvisato, in alcuni parti del Programma regionale, un “disallineamento rispetto all’Accordo di partenariato nazionale”. Ciò è dovuto al fatto che il Psr è stato inoltrato dalla Regione all’Ue nel luglio 2014, mentre l’Accordo di partenariato con Italia è stato siglato solo nell’ottobre 2014. Dal 19 dicembre 2014, giorno del recepimento delle osservazioni comunitarie, la Regione ha avviato, in stretto rapporto con i tecnici di Bruxelles, un lavoro di revisione delle parti del Psr da modificare che si concluderà il 26 marzo prossimo, quando il Psr sarà inviato all’Ue per la definitiva approvazione, prevista nel mese di maggio. Si tratta, hanno assicurato i tecnici dell’assessorato, di “riallineamenti non sostanziali, che lasciano inalterato l’impianto del Psr e ne confermano le strategie di fondo”. Dato che nella stessa situazione della Regione Emilia-Romagna si trovano tutte le Regioni italiane e la stragrande maggioranza dei Paesi membri, per non perdere i fondi comunitari del 2014 l’Ue ha stabilito di modificare il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2014-20120 trasferendo le risorse di quella annualità sul 2015 e 2016. Poiché i tempi di approvazione di tale variazione di bilancio sono lunghi, in ragione della complessità dell’iter burocratico, per avere comunque certezza di impiego di tali risorse ed evitare ritardi che potrebbero causare discontinuità nella programmazione – il Psr è la base giuridica per l’emanazione dei bandi e buona parte delle domande di aiuto devono essere presentate entro il 15 maggio di ogni anno –, la Regione ha concordato con i tecnici Ue, dopo l’invio del Psr modificato, di trasmettere anche una comfort letter (una sorta di lettera di presentazione) alle autorità di gestione atta a rassicurare che il Psr è pronto per l’adozione.
In apertura di dibattito, Fabio Rainieri (Ln), ringraziando l’assessore e i tecnici per “l’esaustiva relazione, oltre che per il lavoro complessivo di stesura del nuovo Psr”, ha però espresso perplessità per gli oltre 50 milioni destinati, su richiesta dell’Ue, al potenziamento della banda larga, e per i circa 80 milioni previsti per le energie rinnovabili, rilevando che “l’agricoltura ha bisogno di risorse per l’innovazione tecnologica dei macchinari e a livello nazionale i contributi per le energie alternative sono sostanzialmente bloccati”. Infine, ha chiesto, riguardo alle politiche idriche, “di valorizzare il ruolo e le funzioni dei Consorzi di bonifica” e, circa le misure di tutela ambientale, “di prevedere fondi per lo smaltimento dell’amianto dagli edifici ad uso agricolo”.
Andrea Bertani (M5s) ha evidenziato che “il ritardo nell’entrata in vigore del Psr mette a rischio i primi sei mesi di finanziamenti per l’anno in corso”, invitando la Regione, una volta che l’Ue lo avrà approvato, “a emanare bandi chiari e, per quanto riguarda i contributi riservati alla ricerca, a prevedere soglie non troppo elevate d’accesso per non penalizzare le piccole imprese agricole”. Riguardo alle energie alternative, ha auspicato “contributi per migliorare l’efficienza energetica anche di imprese non agricole ma con vocazione rurale, ad esempio le aziende florovivaistiche”.
Alessandro Cardinali, Gianni Bessi e Barbara Lori (Pd), nell’apprezzare il lavoro svolto e “l’efficienza con cui si è mossa la nuova Giunta, in coerenza con gli obiettivi di mandato, su un tema importante per la società regionale come il Psr”, hanno evidenziato l’attenzione tutta nuova, contenuta nel documento regionale, “per gli aspetti sociali connessi al rurale, la cui valenza è legata a tutto un territorio e non si esaurisce solo nella dimensione economica rappresentata dall’agricoltura”. Bene anche le priorità individuate nel Programma, le misure d’intervento e i fondi stanziati, come il richiamo a “redigere bandi chiari e semplici e coinvolgere le banche per garantire la parte di risorse che spettano ai soggetti privati che accedono ai bandi”.
Yuri Torri (Sel) ha chiesto di evidenziare con maggiore efficacia, una volta che il Psr sarà entrato in vigore, che il territorio montano è una delle priorità strategiche degli interventi della Regione, visto che “valorizzare la montagna ha ricadute positive per evitare lo spopolamento e salvaguardare l’ambiente”.
Ha chiuso il dibattito la presidente Serri, definendo “utile ed esauriente l’informativa dell’assessore e dei tecnici e proficuo il confronto con i commissari”. Ha inoltre sottolineato come nel Psr si colga “una particolare attenzione ai territori provinciali e alle loro peculiarità, al contrasto del dissesto idrogeologico e alla promozione di nuovi servizi extra agricoli come quelli in ambito sociosanitario, le start up a valenza rurale e quelli finalizzati al superamento del digital divide”. Ha infine ricordato la valenza dell’impegno economico della Regione, che da quest’anno e fino al 2020 “cofinanzierà il Psr con circa 30 milioni annui, il doppio rispetto al precedente Programma, e ciò consentirà di rendere operativo il finanziamento complessivo di 1,2 miliardi che costituirà un volano per attivare altri circa 2,4 miliardi dall’intero territorio regionale”.
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