Il nuovo strumento previsto dal Jobs act denominato Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego), che andrebbe a sostituire le attuali indennità di disoccupazione, Aspi e miniAspi, è al centro di un’interrogazione e di una risoluzione della consigliera Raffaella Sensoli (M5s), che chiede alla Giunta regionale di sollecitare il Governo a introdurre correttivi ai criteri di calcolo della durata della Naspi in modo da non penalizzare i lavoratori stagionali.
La nuova disciplina, infatti, sembrerebbe “svantaggiosa” per questi lavoratori che percepiranno l’indennità per la metà dei mesi lavorati e non per tutti: per esempio, chi lavorava per sei mesi all’anno poteva contare su un sussidio che copriva gli altri sei. Dal primo maggio 2015, al contrario, potrà percepire il sussidio solo per la metà dei mesi lavorati, quindi, nell’esempio citato, per tre mesi.
Questo nuovo scenario – afferma la consigliera – “comporterà l’impoverimento di quelle località che vivono di turismo con il rischio di una progressiva ed irreversibile esclusione di sempre più ampi strati della popolazione dal tessuto sociale”, con “pesanti conseguenze sull’economia locale nell’ordine di decine di milioni di euro”.
Sensoli segnala che nel 2014, in provincia di Rimini, le assunzioni a servizio della ricettività alberghiera, della ristorazione e dei pubblici esercizi sono state circa 28 mila, con un incremento percentuale rispetto al 2013 che ha sfiorato il 13 per cento. Nel periodo aprile-giugno 2014, inoltre, gli avviamenti del settore ricettivo-ristorativo rappresentano circa i due terzi (65,3 per cento) del totale provinciale, confermando la centralità del turismo stagionale per l’intero sistema produttivo riminese, e sempre nella provincia di Rimini, nel 2014, sarebbero circa 15.000 le persone che avrebbero ottenuto la prestazione Aspi.
Da queste valutazioni, la constatazione di Sensoli che la recente introduzione della Naspi avverrà a scapito dei lavoratori stagionali. (AC)


