La commissione “Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport” ha provveduto all’esame della clausola valutativa della L.r. 15/2007, a proposito degli interventi a favore del diritto allo studio universitario e all’alta formazione; i dati si riferiscono al triennio compreso fra gli anni accademici 2011/12 e 2013/14.
La voce di spesa più rilevante è costituita dalle borse di studio (beneficio rappresentato da un mix di denaro e servizi, ristorativo e abitativo). Tutti i 18.381 studenti valutati “idonei” rispetto ai requisiti di reddito e di merito scolastico hanno ottenuto il contributo regionale; erano 17.505 due anni prima, 18.027 l’anno precedente, la spesa è salita da 67,5 a 69,6 a 70,7 milioni di euro. L’incremento degli studenti idonei viene spiegato con la crisi economica, l’alta attrattività del sistema universitario regionale, la particolare valorizzazione del merito prevista nella legge regionale, che stimola gli studenti a mantenere i requisiti utili anche per l’accesso ai benefici nell’anno accademico successivo.
Sono sette le Regioni italiane che come l’Emilia-Romagna riescono a garantire il 100% di percentuale di copertura nella corresponsione agli idonei delle borse di studio (le altre sei: Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto), a fronte di una media nazionale del 74,4%. In valore assoluto, la spesa sostenuta dalla nostra Regione risulta essere la più alta.
Altra forma di contributo prevista dalla L.r. 15/2007 è quella del prestito. Il numero delle domande risulta molto minore: 67 nel 2011/12, 80 nel 2012/13, 83 nell’ultimo anno accademico preso in considerazione. I prestiti concessi sono stati sull’ordine del 70% delle richieste, per circa seicentomila euro complessivi in ogni annualità. Non si sono ancora manifestati casi di insolvenza. In commissione, il consigliere Juri Torri (Sel) ha chiesto alla Giunta di rimodulare nella futura pianificazione triennale le risorse fra i vari settori di intervento, “riducendo o addirittura azzerando l’investimento sui prestiti monetari, così scarsamente praticati”.
Di particolare rilevanza, invece, restano i servizi abitativi garantiti da ER.GO (l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori). Si tratta di 3.366 posti letto assegnati (erano 3.047 due anni prima), distribuiti in 45 residenze; di questi, 1.944 riguardano Bologna e il Polo romagnolo, 307 Ferrara, 495 Modena e Reggio Emilia, 620 Parma; l’incremento dell’offerta si è concentrato su Bologna e Polo romagnolo (250 posti letto in più). Considerando il quinquennio 2010-2014, i nuovi posti letto sono 1.031. La retta media mensile oscilla fra i 172 e i 199 euro, con una media regionale di 190. La spesa complessiva per il servizi abitativo ha raggiunto i 14,2 milioni di euro nell’esercizio finanziario 2013, a fronte di entrate per 8,6 milioni.
Infine, in convenzione e in appalto, ER.GO dispone di 84 punti di ristorazione (erano 75 nel 2011/12) e i pasti consumati sono stati 2,2 milioni nel 2013/14, a fronte dell’1,5 milioni di due anni prima.
Dopo il passaggio in commissione, la clausola valutativa sarà iscritta all’ordine del giorno dell’Aula.
(rg)


