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REGIONE. RIORDINO TERRITORIALE E PROVINCE, TAPPE RAVVICINATE PER LA RIFORMA: 344 GLI EMENDAMENTI PROPOSTI

Altre due sedute domani per la commissione Bilancio. Fdi e Fi: “Nessun intento ostruzionistico, ma Giunta e maggioranza diano segnali di comprensione delle questioni poste”. Ulteriore confronto con l’assessore Petitti e la relatrice Zappaterra (Pd)

Procede a tappe ravvicinate il progetto di legge della Giunta sulla “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni”: la commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali, presieduta daMassimiliano Pompignoli, si è riunita oggi pomeriggio ed è convocata anche domani in due sedute, mattina e pomeriggio. Confermata l’intenzione della maggioranza di arrivare in Aula nell’ultima seduta prima di luglio. Ma i 344 emendamenti depositati, hanno fatto ritenere opportuno un ulteriore passaggio di confronto con l’assessore Emma Petitti e la relatrice del provvedimento, Marcella Zappaterra (Pd), per non mettere a rischio i tempi di approvazione e puntare al più ampio consenso possibile.

Nell’ordine di presentazione, ecco i firmatari degli emendamenti: 32 di Piergiovanni Alleva (AltraER), 125 di Galeazzo Bignami (Fi), 100 di Tommaso Foti (Fdi), 7 di vari consiglieri del Pd, 47 di Igor Taruffi e Yuri Torri (Sel), 11 congiunti di Sel e Aer, e 22 dei consiglieri M5s.

“Nessun intento ostruzionistico”, hanno detto Foti (Fdi) e Bignami (Fi), dicendosi disponibili a ritirare gran parte degli emendamenti “se da Giunta e maggioranza venissero segnali di comprensione delle principali questioni poste”. Da Andrea Bertani (M5s), la convinzione che “sarebbe stato opportuno aver già a disposizione gli emendamenti di Giunta, che l’assessore Petitti ha preannunciato, per rispondere ad alcune esigenze emerse nel corso delle udienze conoscitive dell’8 e 10 luglio”. Nel confronto odierno, sono brevemente intervenuti anche i capigruppo di maggioranza, Taruffi (Sel) e Caliandro (Pd).

Il progetto di legge di riordino istituzionale dà attuazione alla “legge Delrio” (65/2014), investe sulle Unioni dei Comuni e sulle fusioni fra Comuni, fa perno sulla Città metropolitana di Bologna e ipotizza la realizzazione di aree vaste interprovinciali, più ampie degli attuali confini territoriali. Di particolare significato, sarà il rilancio e potenziamento delle Agenzie regionali, evoluzione dell’Arpa e della Protezione civile.

(rg)

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