Il 16 luglio scorso, la Prefettura di Bologna ha inviato a Casalfiumanese quattordici uomini provenienti dal Bangladesh e dal Senegal, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato, che sono stati presi in carico dal consorzio di cooperative “Il Solco” e che saranno alloggiati in uno stabile venduto nel giugno 2015 dalla Curia al consorzio stesso.
Lo riferisce il consigliere Galeazzo Bignami (Fi) in un’interrogazione alla Giunta regionale, segnalando che l’amministrazione comunale “non sarebbe stata a conoscenza della vendita e nemmeno delle intenzioni del consorzio di cooperative di voler utilizzare l’immobile per l’accoglienza di profughi”.
“Il Solco”, inoltre, “avrebbe preso in carico i quattordici profughi in via provvisoria, in attesa dell’indizione della gara verosimilmente entro la fine del mese di luglio, e l’accoglienza in territorio di Casalfiumanese- aggiunge Bignami- sarebbe stata giustificata dalla situazione di emergenza e in particolare dal fatto che a metà luglio era stata prevista l’accoglienza di 25 profughi sul territorio regionale, ma che, successivamente, il numero di persone da collocare era salito a 250”.
Bignami evidenzia che l’amministrazione comunale “avrebbe espresso dubbi e perplessità sull’operazione e sui controlli sanitari, chiedendo che queste persone siano sottoposte a ulteriori visite”, e sottolinea che, all’interno del Nuovo circondario imolese, “solo il Comune di Imola aveva dato disponibilità a accogliere una cinquantina di profughi e che questa operazione si era svolta con una procedura trasparente nei confronti dell’amministrazione comunale”.
Il consigliere ricorda anche che lo scorso giugno la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, aveva annunciato che l’Emilia-Romagna non avrebbe accolto altri profughi, considerato che la quota parte assegnata di 4.700 presenze era già stata superata di 134 unità.
Bignami chiede quindi alla Giunta quali siano i motivi per cui sia stato “completamente ignorato il ruolo istituzionale del sindaco di Casalfiumanese”, se non si ritenga che l’operazione “sia stata poco rispettosa nei confronti dell’amministrazione comunale” e per quale motivo, “anche a fronte delle rassicurazioni di Gualmini, si continui a imporre ai comuni un’accoglienza non più sostenibile, sistematicamente giustificata dalla situazione di emergenza”. Il consigliere vuole inoltre sapere quali azioni intenda mettere in atto la Regione per evitare in futuro simili episodi, “se non si consideri l’opportunità di dotare i Comuni degli strumenti decisionali indispensabili all’esercizio della sovranità” e se si possa affermare che “in Emilia Romagna l’emergenza legata all’arrivo dei profughi sia davvero terminata”.
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(ac)


